Music, Wonders of the Webs

Ernia torna con Come Uccidere Un Usignolo – 67 Edition.

Fuori ora Come uccidere un usignolo (67 edition), la riedizione del lavoro di Ernia precedentemente disponibile solo in digitale. 2 dischi e 16 canzoni, tra featuring e produzioni Guè Pequeno, Rkomi, Mecna, Shablo, Parix, Lazza e molti altri.

Classe 93, Ernia si propone come una delle proposte più originali del rap game italiano di oggi. Vero nome Mattero Professione, torna con una versione ampliata e rivisitata del suo ultimo EP di successo, con la 67 edition uscita per Thaurus Music/Universal. Continue reading

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Cose by Night, Fare Cose, Fare Cose Black Edition, Music, People, Photos, Shootings

I Gomma in giro per il Covo Club. Le Foto.

Era un po’ che non facevo foto.

Come potete vedere ho approfittato del passaggio dei Gomma al Covo Club di Bologna per il concerto dello scorso venerdì per tirare fuori la vecchia macchinetta impolverata. Continue reading

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Mentre decidete cosa condividere su Facebook per San ValentinoSkepta se n’è uscito con un video che vi fotte la ragazza alla prima riproduzione.

Nel clip più piacione del 2016, postato con un timing perfetto, entriamo nel mondo blu e rosso della squad allargata BBK. C’è una piscina, piante tropicali, un botto di fregna e soprattutto tanti cannoni che anche i drink al bar cacciano il fumo.

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Collaborations, Fare Cose, Guest Posts, Music, People, Stories

Come sono finito su Vero, il nuovo album di Gué Pequeño. – Boston George per Fare Cose.

Boston George è un producer di Teramo. È recentemente entrato nella Dogozilla Empire, la label di Don Joe dei Club Dogo, e ha prodotto il beat di Pappone, una delle tracce dell’ultimo album di Gué Pequeño. Il disco, Vero, esce oggi per Def Jam (Universal Italia).

In quest’articolo George ci racconta in esclusiva la sua storia, dalla Georgia a Praga a Teramo, dai primi beats alle grandi produzioni.


Non so da dove cominciare quindi la butto lì: dall’inizio.

Sono cresciuto a Teramo, ma sono nato in Georgia, a Sukhumi, durante la guerra georgiano-abcasa. Eravamo nella capitale, in balia dei conflitti, ed io avevo meno di un anno.

La vita che facevamo era quella che potete immaginare. Vivevamo in un quartiere per i rifugiati che facevano di tutto per campare. Di tutto. Fortunatamente mia zia durante la guerra si era trasferita a Praga, e per 8 anni si è fatta il culo per portarci tutti e cinque (me, mio fratello, mia sorella e i miei genitori) da lei.

ragazzi che stavano con noi in Georgia oggi non vivono una vita normale: finché sei piccolo puoi stare fuori da certa roba, poi però si cresce. La vita a Praga, invece era completamente diversa. Villa con piscina, macchine, vestiti. Era tutta un’altra storia, per quanto queste cose possano interessare ad un bambino di 8 anni.

Dopo tre anni ci siamo ritrovati in Italia, a Teramo. Ho cominciato a fare produzioni hip hop nel 2007, con il mio socio di allora Anjo al mic. I primi rapper italiani che avevo cominciato a seguire seriamente erano i Dogo: già allora pensavo che fossero il top. Da lì al 2014 ci ho investito, ho fatto cose serie, ho cazzeggiato, ho mollato e ho ripreso, finché non ho deciso che era arrivato veramente il momento di fare qualcosa.

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Cose by Night, Fare Cose, Fare Cose Black Edition, Fare Mode, Music

Marracash, Status, KG e come una sola figura sia riuscita a portare l’hip hop italiano nel 2015.

Sia chiaro che non voglio offendere tutti gli altri.

Anzi. Ci sono diversi nomi tra rappers e beatmakers che negli ultimi mesi continuano a sfornare roba ultramoderna e a volte anche innovativa nella scena italiana. Ma spesso queste produzioni sono rare, o costituiscono una piccola percentuale del lavoro dell’artista in questione, che per un motivo o per un altro parallelamente continua a produrre tracce più diluite o più (e qui vi chiedo perdono in ginocchio per il termine) commerciali. E soprattutto non si arriva quasi mai ad unire la modernità della produzione con abbastanza tracotanza nei testi e nelle metriche da farmi gasare come se stessi ascoltando un disco americano.

Negli ultimi mesi ho cercato in lungo e in largo del Rap italiano che arrivasse a farmi infervorare con ignoranza come in America fanno i vari A$AP, Migos, Schoolboy, o anche Kanye e Jay. Certo, a Bello Figo Gu il titolo di Lil B italiano non glielo toglie nessuno, ma, per quanto mi diverta e mi sorprenda a volte coi suoi rap in inglese, “Io sembro Belen, Belen Rodriguez” non è il tipo di testo che mi fa venire voglia di vestirmi di nero e sprecare soldi su qualunque cosa scintilli.

Stavo per arrendermi ed abbandonare la mia ricerca, quando i correlati di Youtube mi hanno portato a riguardare il video di GVNC di Luché ft. Marracash. E, guardandolo bene, ho capito che aveva tutto quello che cercavo. Base e testo tracotanti, riferimenti alla moda e vestiti neri, e citazioni di livello come “ll tuo disco suona impastato, sono avanti cento passi. Sono avanti anni Luché, tu come te la passi?”.

Quest’esperienza mi portò improvvisamente a capire l’estetica dietro tutti gli ultimi lavori di Roccia Music. Con i miei nuovi occhiali neri ci vedevo più chiaro. L’album di Deleterio, i video di Albe Nere e Zombie, l’album di Luché, quello di Achille Lauro, Real Royal Street Rap con gli Ackeejuice Rockers appena usciti da Yeezus. Ecco dov’era la n***anza che cercavo.

Il boss Marra, mentre uscivano tutte queste cose bellissime, era lì a fare hype ed a comparire in qualche featuring qua e là. Ci si chiedeva però quando avremmo visto il suo primo lavoro post-Genesi, se questo avrebbe incorporato tutti gli elementi di questa nuova estetica e, soprattutto, se sarebbe veramente uscito.

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Karas col suo album viola LOVX SONG PVRPLX RVIN è riuscito a spuntare praticamente dal nulla e posizionarsi tipo 5 anni avanti al resto della scena Hip Hop (e non solo) italiana. Tutto ciò da Pescara. Ah, Karas nel tempo libero è pure Mino Ray Tano dello Swagghetto.

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