Cose by Night, Fare Cose, Grazie di tutto, Music, Photos, Shootings, Weekend

MYSS KETA in giro per il Covo Club.

Bentornati lettrici e lettori, rieccoci con un nuovo emozionante episodio di “Io che faccio le foto alla gente dentro al Covo Club, al cesso e non”.

Questa volta tocca alla vostra beniamina meneghina MYSS KETA, che lo scorso halloween è stata protagonista di un concertone sold out in quel di Bologna. Continue reading

Advertisements
Standard
Art, Fare Cose, Interviews, Music, Wonders of the Webs

Discorsi artistici e seghe mentali in compagnia di PoP_X.

Ad oggi non saprei se consigliare Cattolica come destinazione turistica per famiglie.

Cioè, se dovessi proprio scegliere consiglierei Vasto, ma se mi chiedessero un parere sì/no|vita/morte su Cattolica sarei confuso. La Riviera Romagnola sta attraversando un periodo particolare: se negli anni 60 si è affermata come la scelta di default per molta gente, nei decenni l’immagine della Riviera è andata ad identificarsi con una tracotanza vecchiotta ed autoreferenziale, che oggi rimane stagnante in costumi ed estetiche che sanno di stagioni passate e portano con sé uno strano senso di imbarazzo.

Un po’ come la musica pop italiana.

Ma forse c’è un modo migliore per reagire a questo senso di imbarazzo, piuttosto che fuggire da queste immagini. Ci sono artisti che partendo da questi presupposti rielaborano le vecchie estetiche aggiungendoci altre influenze ed un atteggiamento di Non Prendersi Troppo Sul Serio, creando cose che psicologicamente sanno di self build. Un esempio perfetto è questo giovine di nome Pop X.

Quando la mia amica Beatrice mi ha linkato questo suo video ho capito subito che Pop X personificava ciò che ho sempre sognato che succedesse al pop italiano. Le sue canzoni ed i suoi video sono ricchi di idee, ispirazioni ed influenze contemporanee, a volte anche audaci, che travolgono l’ascoltatore e lo lasciano confuso al primo ascolto. Eppure un insieme di elementi nelle melodie e nella scelta dei sound richiamano il pop e la dance degli anni 90 e 2000, creando un’atmosfera familiare che mette a proprio agio il suddetto ascoltatore. Questi, se prima era confuso, dopo poco comincia a gasarsi e ballare come uno scemo.

Penso seriamente che la musica di PoP_X contenga un sacco di ispirazioni concettuali e formali che inserite nel contesto di un prodotto pop nel 2015/2016 creerebbero un prodotto innovativo e spaccherebbero diversi culi. Ho deciso di approfondire questo discorso col Maestro in persona, riversando ogni mia pippa mentale meta-artistica in 3 domande e sperando di non essere mandato a fanculo di conseguenza.

Il Maestro, con le sue risposte, ha superato ogni aspettativa.

Continue reading

Standard
Fare Cose, Fare Cose Tech, Interviews, Wonders of the Webs

Sono passato da Studio Evil, dove stanno sviluppando Super Cane Magic Zero.

Super Cane Magic Zero è probabilmente uno dei giochi più innovativi dell’anno, al livello mondiale. E lo stanno sviluppando a Bologna.

Per chi non lo sapesse, Super Cane Magic Zero è un action RPG con storia, musica e disegni firmati da Sio di Scottecs e sviluppato da Studio Evil, che ha appena concluso una campagna di crowdfunding su Eppela raccogliendo €38537 partendo da un obiettivo di 20mila. Ed ha ottenuto la Greenlight su Steam in meno di sei giorni.

Quando ho scoperto che lo Studio Evil si trovava a cinque minuti da casa mia li ho subito contattati per un feature. Un gioco con un protagonista di nome Coso che ha le abilità speciali di lanciare cose e credere alle cose non poteva mancare sulle pagine di Fare Cose.

È proprio nel meccanismo del Credere alle Cose che sta l’innovazione e la genialità di Super Cane Magic Zero. In pratica Coso semplicemente credendo alle cose assurde che gli vengono dette da altri personaggi del gioco, tipo “si può camminare sulla lava” o “le banane esplodono” può acquisire quelle abilità. Coso può credere ad un numero limitato di cose, quindi per credere a cose nuove dovrà dimenticarne delle vecchie, un po’ come gli attacchi dei Pokémon.

Idee così geniali nei videogiochi si vedono raramente, ed è ancora più sorprendente che si parli di un videogioco italiano. Come siano arrivati a partorire quest’idea è stata una delle prime cose che mi ha raccontato Marco de Timoteo, Lead Artist & Game Designer di Studio Evil, durante la chiacchierata che ci siamo fatti quando sono passato a trovarli.

Si narra che durante una delle prime riunioni con Sio quest’ultimo continuava a tirare fuori idee che mandavano in crisi i game designer, dato che il suo umorismo basato sui controsensi rischiava spesso di entrare in conflitto con il classico loop informazioni-decisioni-conseguenze che è necessario a far funzionare un gameplay. Mentre discutevano di questi meccanismi gli dissero “Non è che uno può camminare sulla lava solo perché uno gliel’ha detto e lui ci cred… ASPETTA!” e da lì nacque tutto.

Basta guardare la presentazione del gioco per capire che il gioco sarà assolutamente strapieno di queste genialate. Una delle mie preferite, ad esempio, è la traduzione in inglese.

Continue reading

Standard
Fare Cose, Fare Cose Black Edition, Interviews, Music, Videos

Armando Sciotto aka Er Chicoria presenta il libro Dura Lex e l’album Servizio Funebre. L’intervista di Fare Cose.

Non è che siamo fissati con il Truceklan o col rap romano in generale.

È solo che ultimamente stanno facendo un botto di roba interessante. Dopo Andrea Ambrogio aka Gemello che espone la sua arte moderna all’Auditorium Parco della Musica, Armando Sciotto aka Chicoria se ne esce fuori con un libro, con un titolo in latino.

E non solo. Nello stesso periodo se ne esce fuori con un nuovo album, Servizio Funebre, per Smuggler’s Bazaar.

È venuto a Bologna, al Rakal Shop di via del Pratello, per presentare entrambi. Ancora dolente per essermi perso il silent reading organizzato qualche settimana prima dalla Nobook a Milano, non mi sarei permesso di perdermi quest’incontro col Maestro.

Cinque minuti prima di uscire scrivo al mio amico Nicola. Gli chiedo “Ah quindi vieni anche tu? Ho visto che hai messo partecipo”. Lui risponde “Ah sì, ma lo vuoi intervistare? Aspetta che faccio due chiamate.”. Nicola aveva deciso spontaneamente di essere un grande. Nel giro di cinque minuti scopriamo che avremmo video-intervistato il Maestro.

Preparo al volo uno zaino fotografico con quello che trovo, mi accorgo felicemente che luce e microfono sono a Roma dal nostro caro amico Luca da quella volta di Batman, decido per qualche motivo di non portare un treppiede, e mi dirigo verso il Pratello.

Continue reading

Standard