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Quando non c’è lo spazzolino c’è Humunch, il progetto fotografico di Chiara Lombardi.

Chiara, 22, fotografa.

Dopo essersi diplomata a Salerno, circa tre anni fa si trasferisce a Roma per frequentare la Rome University of Fine Arts. Attualmente sta preparando una tesi sull’empatia nel campo dell’arte e lavora a vari progetti fotografici e artistici.

Nei suoi lavori rivolge una particolare attenzione al corpo e le piace pensare che ogni cosa che faccia sia una sorta di autoritratto. Le tematiche che sviluppa sono più o meno impegnate, lei ci ha detto: “Mi piacciono le relazioni, l’estetica del brutto, le maschere pirandelliane”.
Humuch è il progetto che ci ha colpito di più, lei ce l’ha descritto così: Continue reading

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Come il Daltonismo cambia la visione del Mondo.

Articolo di Pierframes e Audry con la gentile collaborazione di Federico, il loro amico daltonico.

Federico ha 21 anni.

Da piccolo colorava gli alberi di rosso, i cieli di viola e le facce di grigio, e spesso gli si scaricava il Game Boy tra le mani perché non capiva quando la luce della batteria cambiava colore.

Dopo aver chiacchierato a lungo, gli abbiamo chiesto di utilizzare la sua tabella Pantone personale per mostrare a tutti il modo in cui lui vede il mondo.

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Intervista al boss di V4V Records. Michele Montagano, il king dell’indie underground.

Michele Montagano, boss della V4V Records, è il king dell’underground indie italiano.

Chi non ha presente il nome V4V ma si interessa di musica indipendente avrà sicuramente sentito parlare dei gruppi della label, perché sono stati tra i più celebrati da pubblico e critica negli ultimi anni. Albedo, Gli Ebrei, I Missili, Nient’Altro Che Macerie, Futbolin, And So Your Life Is Ruined sono alcuni dei nomi di quest’operazione portata avanti da Michele e una manciata di aiutanti.

Michele è riuscito a mettere su tutto ciò dalla sua base di Vasto, con una manciata di aiutanti, tanta determinazione ed una visione ben precisa. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui e parlare del presente e futuro di V4V e Michele Montagano.

Uno dei punti di forza di V4V è che sembra esserci una visione d’insieme ben definita, quasi una narrativa comune che lega tutti gli artisti e i loro album. Che qualità deve avere un artista per entrare a far parte della squadra V4V?

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Le 5 Cose top del 2015 di Fare Cose. ft. Google Immagini.

What a time to be alive.

Il 2015 è stato un anno incredibile. Su Fare Cose. sono successe Cose che nel 2014 non ci saremmo neanche immaginati. Siamo contentissimi di quest’annata e speriamo che sia piaciuta anche a voi.

A pochi giorni dalle Feste e prima di ritrovarci tutti davanti a Carlo Conti per il conto alla rovescia, abbiamo pensato che fosse il caso di riorganizzare un po’ le idee. Ogni sito e blog e network e #brand su internet, come tradizione, sta uscendo la propria classifica di fineanno riguardo alla propria area di interesse: i 25 migliori dischi usciti solo in vinile, le 27 più belle gif di gattini, le 4 più grandi scoperte di computazione quantistica del 2015.

Per non essere da meno abbiamo deciso di fare anche noi una bella classifica. Trattandosi di un sito di nome Fare Cose. che parla di fare cose in generale, le alternative vinili, gattini e computazione quantistica ci sono sembrate tutte molto appetibili, ma anche restrittive. Ci è sembrato quindi un’ottima occasione per fare un po’ di sana autoreferenzialità e stilare una bella lista delle Cose che in questo 2015 ci è più piaciuto Fare.

In questa lista troverete le Cose che più ci hanno gasato e divertito negli ultimi 12 mesi, riassunte nelle 5 che ricorderemo sicuramente con più nostalgia negli anni a venire. Dalle palme ai palazzi di Ciny, in questa classifica c’è tutto. In più, l’audace scelta stilistica di accompagnare ogni voce con una futuristica foto stock trovata tra i primi 10 risultati di Google Immagini garantisce un certo visual appeal che vi terrà incollati allo schermo dall’ultima alla prima posizione.

Cominciamo il nostro viaggio per rivivere il 2015 partendo dal 20165.jpg

5. I piani per il 2016

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La storia di Rap Doom. – Rap Doom per Fare Cose.

Rap Doom è una pagina nata da qualche mese che sta già facendo parlare di sé. Aperta come fanpage da Gaspare Palmeri e Simone Barbieri, due ragazzi della provincia di Bologna, la pagina si è subito specializzata nella realizzazione di copertine-tributo a singoli ed album di rapper italiani. Con una interessante collaborazione con Fabri Fibra la pagina ha ottenuto considerevole visibilità, e le loro copertine sono ora sugli Instagram degli squali più grossi d’Italia. Che li si ami o li si odi, a Rap Doom non manca l’hype. Oggi Simone è qui su Fare Cose per raccontare tutta la storia di Rap Doom.

La pagina è nata a fine Gennaio. Precisamente il 26.

Mi è sempre piaciuto il rap e la noia mi aveva portato a pensare di creare una pagina per Mezzosangue. Le capacità di scrittura del rapper romano mi hanno sempre colpito, e credo che il suo talento sia innegabile. Però, forse, creare una pagina dedicata ad un solo artista, alla lunga, sarebbe stato limitante. Poi si sarebbe persa nella miriade di altre pagine di questo tipo, e l’idea di far parte di quella categoria non mi eccitava molto, a dirla tutta. Forse era meglio farne una che si occupasse un po’ di tutto il rap italiano.
In quei giorni era uscito il video del pezzo “Rap Doom” di Gemitaiz. Scelsi il nome della pagina non come tributo alla canzone (che pur mi era piaciuta), ma perché pensai che suonasse bene. L’inglese fa più figo, no?

Una delle prime immagini pubblicate su Rap Doom.

Per dare originalità alla pagina contattai Gaspare: la sua esperienza di grafica fu fondamentale. Ormai tutto si basa sull’immagine e sui social, specialmente in questo genere musicale (in particolare su Instagram); quindi creare cover originali per i brani rap da condividere sui social sembrava una buona idea.
Iniziammo confrontandoci ogni volta su ogni lavoro o pubblicazione di contenuto: metodologia che seguiamo anche ora. Il nostro obiettivo era indirizzato ad avere qualche consenso dagli artisti sotto forma di Mi Piace/Retweet. Al tempo, però, era difficile raggiungere quel pubblico: avevamo poche centinaia di Mi Piace, tra cui la nonna di Gas. Una tristezza infinita.
In realtà non andavamo male, ma neanche troppo bene. Andammo avanti così finchè, in seguito alla pubblicazione di qualche grafica per la neo uscita di “Squallor”, ci contattò Paola Zukar (manager di Fabri Fibra, tra gli altri).

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HCV e il ritorno dello Yuppie. L’intervista e il mixtape Slow.

“Yuppie come Greggio nell’86, sottotono come Torme nel ’96, glielo butto dentro Grosso 2006, poi festeggio coppa al cielo con i miei”

Così HCV descrive la sua vita nel ritornello di Yuppie, canzone che appariva nell’Hinterland Mixtape uscito su Honiro nel Giugno 2014. Oggi Tommaso Guatieri, aka Hinterland Crew Vicenza, aka HCV, torna sulle scene con un altro mixtape sempre in free download su Honiro, intitolato Slow.

Titolo ancora più autodescrittivo, che avverte l’ascoltatore che sti sta per imbattere nel “flow più slow della scena”. L’autoreferenzialità è parte integrante dello stile del rapper vicentino, che in questi primi due mixtape la sfrutta per introdurre e ribadire gli ideali e le estetiche che formano il suo personaggio. L’hinterland veneto, lo yuppie dei giorni nostri, le metriche che vanno controcorrente sono solo alcuni degli elementi dell’immagine di HCV, che è sicuramente una delle più interessanti ed originali dell’underground.

L’ho conosciuto imbattendomi nel video di Casiraghi, sempre dall’Hinterland Mixtape. Il flow, lento più che mai, si muove sulla base di Angels di A$AP Rocky, ed il video è un montaggio di scene del film Simpatici E Antipatici, dei fratelli Vanzina. Il risultato è un trip meraviglioso tra luoghi e tempi diversi, di quelli che alla fine prendi il portafogli per andare a diventare uno yuppie e ti chiedi perché non ci siano le lire.

In seguito a questa scoperta ho deciso di approfondire la mia conoscenza della sua figura, ed oltre ad informarmi su di lui sono riuscito a contattarlo di persona. Abbiamo fatto due chiacchiere in occasione dell’uscita di Slow. e la prima domanda che gli ho fatto è stata sulla sua visione dell’estetica yuppie. Ecco cosa mi ha detto a riguardo.

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Discorsi artistici e seghe mentali in compagnia di PoP_X.

Ad oggi non saprei se consigliare Cattolica come destinazione turistica per famiglie.

Cioè, se dovessi proprio scegliere consiglierei Vasto, ma se mi chiedessero un parere sì/no|vita/morte su Cattolica sarei confuso. La Riviera Romagnola sta attraversando un periodo particolare: se negli anni 60 si è affermata come la scelta di default per molta gente, nei decenni l’immagine della Riviera è andata ad identificarsi con una tracotanza vecchiotta ed autoreferenziale, che oggi rimane stagnante in costumi ed estetiche che sanno di stagioni passate e portano con sé uno strano senso di imbarazzo.

Un po’ come la musica pop italiana.

Ma forse c’è un modo migliore per reagire a questo senso di imbarazzo, piuttosto che fuggire da queste immagini. Ci sono artisti che partendo da questi presupposti rielaborano le vecchie estetiche aggiungendoci altre influenze ed un atteggiamento di Non Prendersi Troppo Sul Serio, creando cose che psicologicamente sanno di self build. Un esempio perfetto è questo giovine di nome Pop X.

Quando la mia amica Beatrice mi ha linkato questo suo video ho capito subito che Pop X personificava ciò che ho sempre sognato che succedesse al pop italiano. Le sue canzoni ed i suoi video sono ricchi di idee, ispirazioni ed influenze contemporanee, a volte anche audaci, che travolgono l’ascoltatore e lo lasciano confuso al primo ascolto. Eppure un insieme di elementi nelle melodie e nella scelta dei sound richiamano il pop e la dance degli anni 90 e 2000, creando un’atmosfera familiare che mette a proprio agio il suddetto ascoltatore. Questi, se prima era confuso, dopo poco comincia a gasarsi e ballare come uno scemo.

Penso seriamente che la musica di PoP_X contenga un sacco di ispirazioni concettuali e formali che inserite nel contesto di un prodotto pop nel 2015/2016 creerebbero un prodotto innovativo e spaccherebbero diversi culi. Ho deciso di approfondire questo discorso col Maestro in persona, riversando ogni mia pippa mentale meta-artistica in 3 domande e sperando di non essere mandato a fanculo di conseguenza.

Il Maestro, con le sue risposte, ha superato ogni aspettativa.

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