Cose by Night, Fare Cose, Fare Cose Classics, Music, Partito della Palma, Photos, The Vasto Chronicles, Weekend

Vasto Siren Festival 2017 – La Gallery dei Giorni 3 e 4.

In questa terza e ultima gallery:

  • Carl Brave e Franco 126 sono davvero due sagome.
  • Un anziano col borsello invade il palco dei Gomma.
  • Ghostpoet canta le cose.
  • Un uomo suona uno xilofono immaginario in una chiesa.

 

Tirerei le somme su questa quarta edizione del Festival, la terza che ho avuto il piacere di vedere e fotografare.

Da un punto di vista prettamente personale, da Vastese con un cassetto pieno di braccialetti di Siren passati, mi sentirei quasi di dire che non ho sentito la magia delle prime edizioni. Nel senso: se il primo anno a vedere questi palchi giganti nelle vie del centro mi sembrava di sognare, adesso si vede che ci ho fatto l’abitudine.

Mi ha fatto piacere parlare con molti miei coetanei che si trovavano alla loro prima edizione e sono rimasti invece molto contenti dell’esperienza, anche non conoscendo molti degli artisti. Alla fine l’effetto sorpresa del Siren è doppio: da un lato chi viene per vedere determinati gruppi o cantanti si innamora della città, e dall’altro i cittadini finiscono per innamorarsi di generi musicali che non sapevano neanche esistessero.

Non penso di essere contento delle foto che ho fatto quest’anno. Non prendevo in mano la macchinetta da un po’ e mi sono sentito molto arrugginito e poco ispirato. Ma poi, alla fine, tutti sanno che i fotografi devono solo premere un bottone. L’ho premuto più di 2500 volte in questi 4 giorni, quindi si vede che in realtà sono andato fortissimo.

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Fare Cose, Fare Cose Classics, Music, Photos, The Vasto Chronicles, Weekend

Vasto Siren Festival 2017 – La Gallery del Giorno 2.

Sto.

 

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Che poi Nanni Moretti mi sta sul cazzo.

Originariamente pubblicato il 30 Giugno 2016 come nota sulla pagina Facebook.

Quelle due persone che se lo saranno chiesto si saranno accorte che l’ultimo post sul sito risale al 1° Aprile. Tra l’altro era un pesce d’aprile dall’umorismo discutibile.

La risposta a questa domanda potrebbe essere lunga una riga, come potrebbe essere un pretesto per raccontare i viaggi mentali di uno che si ritrova col blocco dello scrittore senza mai essere stato scrittore.

In una riga: c’ho avuto degli impicci.

Per fare un discorso più articolato potrebbero invece volerci due paragrafi forse non troppo brevi, ma con titoli accattivanti.

Fare Cose.

Ho aperto Fare Cose. ormai quasi due anni fa. Al tempo lavoricchiavo come fotografo ed ero affascinato dai settori della comunicazione e della divulgazione scientifica. Mi capitava, facendo foto, di finire in mezzo ad eventi interessanti, e con il sito avevo trovato un modo di raccontare queste storie in un modo bello ed accessibile.

All’inizio era partito con un certo slancio e mi aveva portato molte soddisfazioni. Nei primi mesi era riuscito a coprire una varietà di argomenti, come le bellezze di Vasto (la mia città natale), scienza e tecnologia (le collaborazioni con TedxBologna, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Studio Evil ecc.), arte (era la mostra di Gemello e c’era andato un mio amico ma vabbè). Dopo aver festeggiato un anno di attività c’erano solo cose positive da dire.

Il secondo anno, invece, è stato più difficile.

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Le 5 Cose top del 2015 di Fare Cose. ft. Google Immagini.

What a time to be alive.

Il 2015 è stato un anno incredibile. Su Fare Cose. sono successe Cose che nel 2014 non ci saremmo neanche immaginati. Siamo contentissimi di quest’annata e speriamo che sia piaciuta anche a voi.

A pochi giorni dalle Feste e prima di ritrovarci tutti davanti a Carlo Conti per il conto alla rovescia, abbiamo pensato che fosse il caso di riorganizzare un po’ le idee. Ogni sito e blog e network e #brand su internet, come tradizione, sta uscendo la propria classifica di fineanno riguardo alla propria area di interesse: i 25 migliori dischi usciti solo in vinile, le 27 più belle gif di gattini, le 4 più grandi scoperte di computazione quantistica del 2015.

Per non essere da meno abbiamo deciso di fare anche noi una bella classifica. Trattandosi di un sito di nome Fare Cose. che parla di fare cose in generale, le alternative vinili, gattini e computazione quantistica ci sono sembrate tutte molto appetibili, ma anche restrittive. Ci è sembrato quindi un’ottima occasione per fare un po’ di sana autoreferenzialità e stilare una bella lista delle Cose che in questo 2015 ci è più piaciuto Fare.

In questa lista troverete le Cose che più ci hanno gasato e divertito negli ultimi 12 mesi, riassunte nelle 5 che ricorderemo sicuramente con più nostalgia negli anni a venire. Dalle palme ai palazzi di Ciny, in questa classifica c’è tutto. In più, l’audace scelta stilistica di accompagnare ogni voce con una futuristica foto stock trovata tra i primi 10 risultati di Google Immagini garantisce un certo visual appeal che vi terrà incollati allo schermo dall’ultima alla prima posizione.

Cominciamo il nostro viaggio per rivivere il 2015 partendo dal 20165.jpg

5. I piani per il 2016

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Song of the Sausage Creature di Hunter S. Thompson, aka Fare Cose Classics.

Si impara molto sull’Internet.

La mia poco efficiente routine del risveglio comprende, tra il caffè e l’indossare vestiti, un 15 – 20 minuti morte cerebrale. Approfitto di questi minuti per essere proattivo svolgendo attività come guardare il vuoto o controllare mail e notifiche sui social, che alla fine sono la stessa cosa. Stamattina mi è andata meno peggio del solito, dato che queste mie attività mi hanno fornito uno spunto interessante sulla storia del Fare Cose.

Scorrendo tra il feed dei canali YouTube a cui sono iscritto ho trovato un nuovo video di Regular Car Reviews, in cui invece che recensire una macchina normale recensivano una Ducati 900SS CR del 1998. Mr. Regular apre il video annunciando: “1998 Ducati 900SS CR: the closest thing that we’re gonna do that will let us experience The Song Of The Sausage Creature.”, facendo riferimento alla recensione che Hunter S. Thompson scrisse su Cycle World di Marzo 1995, per il modello con carenature sportive della stessa moto.

La recensione di Regular Cars non spinge il parallelismo oltre l’iniziale citazione, per cui incuriosisce ad approfondire l’argomento una volta finito il video. È proprio quello che ho fatto stamattina, sorpreso dalla mia capacità di cercare cose su Google e leggere articoli di 2k parole nonostante lo stato comatoso. Ho letto quell’articolo per la prima volta e mi ha appassionato tanto da spingermi a rebloggarlo senza vergogna.

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