Cronaca, Fare Cose, Partito della Palma, Stories, Wonders of the Webs

Cosa sta succedendo con le palme a Milano?

Forse la città non era pronta a tanta bellezza.

Quest’articolo è stato scritto appena dopo l’uscita della notizia dell’incendio causato ai danni delle palme appena installate in Piazza del Duomo a Milano. Sono ancora ignoti i colpevoli come le loro motivazioni.

Fino alla scoperta di nuovi dettagli a riguardo non possiamo fare altro che speculare, e nel contempo fornire la nostra visione sulle palme e gli ideali che rappresentano, per cercare di spiegare come quest’atto vandalico sia particolarmente grave e preoccupante.

Cominciamo con un po’ di dati di fatto, ripercorrendo la serie di eventi che ha portato al fattaccio.

Le piante tropicali in questione sono state portate da Starbucks, in uno stunt pubblicitario in vista dell’apertura del primo punto vendita italiano proprio nella città della Madonnina. Il progetto aveva vinto un bando di sponsorizzazione comunale e l’isola verde ha attualmente il permesso di rimanere in piazza per tre anni.

La strategia di penetrazione in Italia della coffee house statunitense prevede l’iniziale apertura dei primi punti vendita a Milano e Roma nella seconda metà del 2018. Successivamente le sedi in queste città si moltiplicheranno, e ne compariranno altri anche in diversi centri come Verona e Venezia. L’obiettivo, come riportato da Antonio Percassi, presidente dell’omonimo gruppo immobiliare che sta collaborando con l’impresa, è l’apertura di 200-300 punti vendita in tutta la Penisola in un arco di tempo quinquennale.

Il progetto del giardino tropicale è opera dell’architetto Marco Bay. Le foglie sempreverdi di palme e banane, contestualizzate nella base di piante perenni che durante le fioriture alternate nelle varie stagioni coloreranno la piazza in varie tonalità di rosa, crea un contrasto cromatico con il tappeto di ghiaia scura che ricopre il terreno sul quale sono piantate. Questa è l’idea all’interno del recinto. La contestualizzazione in Piazza del Duomo è invece più delicata e non è stata spiegata in modo tanto esplicito.

Il lato più ovvio della comunicazione è quello di tipo ambientale. Le grandi aziende, soprattutto nel settore food and beverage, non sono nuove a strategie di marketing con temi green ed ecologici. Oltre a questo, il messaggio che lo stunt sembra comunicare è quello di abituarsi all’inusuale. Queste palme che compaiono all’improvviso nel centro di una fredda città del Nord possono essere interpretate come una metafora del caffè Starbucks che irrompe nel mercato italiano, rigidamente attaccato alla tradizione dell’espresso alla napoletana.

Che poi, quelle palme in quella piazza non sono affatto una novità.

Piazza-Duomo-nell800.png

Foto storica di Piazza del Duomo a fine XIX Secolo. Notare come la bellezza delle palme trasparisse anche dalle prime pellicole in bianco e nero.

La Trachycarpus Furtunei (o palma del Giappone) è una specie molto diffusa in tutta Italia per la sua adattabilità a spazi ridotti, grazie al suo sviluppo in verticale che non richiede ampi spazi lateralmente. Non solo se ne trovano in abbondanza girando per le strade di Milano, ma era già stata usata in Piazza del Duomo in diversi allestimenti nell’800.

Quindi l’incendio di ieri sera non solo ha inutilmente distrutto valore (anche se fortunatamente i danni non sembrano irreparabili), ma ha ignorato la stessa storia locale.

Da qui in poi cercheremo di capirci qualcosa grazie alla pura speculazione.

Quali sono i motivi dietro questo gesto? Sicuramente non potremo dirlo con certezza finché le indagini non restituiscano risultati certi, ma possiamo valutare le opzioni possibili.

Non prenderemo neanche in considerazione le parole di Salvini e la sua fervida immaginazione che è riuscita a collegare pante di origine asiatica con l’immigrazione nordafricana.

salvini-palme

Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.

Partendo dal presupposto che le persone siano razionali, per arrivare ad un gesto del genere le opzioni non possono essere molte. Quella del vandalismo puro sembra essere la più papabile, soprattutto durante un fine settimana. La componente campanilistica non sarebbe da sottovalutare.

Riflettendoci (pur sempre speculando), pare di assistere ad un gesto di risposta a qualche tipo di minaccia, che sia il semplice cambiamento urbano o l’arrivo dell’azienda che c’è dietro. La diffusione di Starbucks nelle città italiane è ovviamente una minaccia verso l’ecosistema di bar sotto casa che mantiene molte famiglie, ma arrivare a pensare che la lobby dei baristi si sia messa a bruciare le palme ieri sera sarebbe complottismo.

Insomma, esaminati tutti gli scenari immaginabili grazie ad una speculazione selvaggia, il nostro verdetto è immediato. Chiunque sia stato, a bruciare le palme è stata l’ignoranza.

vasto-marina

Delle palme convivono felicemente con dei pini marittimi nella splendente località adriatica di Vasto Marina, nella spettacolare regione dell’Abruzzo.

Le palme sono praticamente l’unica cosa bella che ci resta in questo mondo che va a rotoli, e come tali vanno difese. La loro apparente inutilità è ciò che le rende affascinanti. Una città che decide di piantare e mantenere delle palme è una città che osa, che dimostra opulenza nel modo più verde possibile.

Prima di questo incidente, la palma era un’icona di benessere e cosmopolitismo. Dalle foto sui social cosparse di emoji dei millennials, alle vecchie generazioni per le quali piantare palme nel proprio vicolo è ancora uno status symbol, la palma rappresenta bellezza e ricchezza.

La palma unisce i popoli, favorisce il turismo e la produzione di Nutella. Scherzi a parte, la palma in sé non fa nulla di male, pertanto non merita tanto odio e violenza.

Un atto di violenza contro una palma è il rifiuto della civiltà, della storia passata e delle speranze per il futuro.

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