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Songs for a Rainy Day.

Baseball Gregg‘s Fresh New Tracks™ è la rubrica mensile nella quale Luca e Sam ci parlano dei loro brani internazionali preferiti e di come le hanno scoperti. 

Dopo l’uscita del loro EP Ciao For Now, Sam si trova a guidare sotto la pioggia californiana.

Il mio computer è rotto.

Non ho neanche uno smartphone, quindi senza computer rimango praticamente senza internet. Ho 23 anni, e non ricordo bene i giorni in cui non avevo internet, quindi sto vivendo in un mondo nuovo. In più, sono a Stockton sta piovendo un sacco in questi giorni, quindi non posso neanche uscire.

Rimango a casa senza internet, che non sarebbe un problema se almeno avessi un modo per ascoltare la musica. Anche il reciever dell’impianto con cui ascoltavo i vinili ha deciso di rompersi in questi giorni. Quindi sto in camera mia a leggere un libro di matematica e a giocare al nuovo gioco di Pokémon.

L’unica speranza che mi rimane per ascoltare musica è la macchina. Ho un sacco di CD che avevo fatto col mio computer (RIP), e quando guido sotto la pioggia mi viene voglia di ascoltare canzoni un po’ particolari.

Sarà la mia nostalgia per l’ascolto musicale a rendermi malinconico, ma penso che queste canzoni siano fatte apposta per quando sei in macchina sotto la pioggia.


Ho scoperto questa canzone circa un mese fa grazie a* mi* amic* Gilbert (Gilbert è “non-gender binary”, “genderqueer”), che ha postato un remix di questo pezzo su Facebook. Era in un playlist di remix di canzoni filippine, e questo brano mi ha colpito più di tutti.

L’arrangamento è molto morbido. Il chorus o phaser sulla chittara elimina tutte le frequenze alte, ed il mix soft della voce rende tutto molto onirico. È perfetta per le guide mattutine, con le gocce di aqua che battono sui finestrini illuminate solo dalle luce delle altre macchine.

Questa canzone è perfetta per le guide di notte tardi, quando la luce dei lampioni si riflette sull’asfalto bagnato, e non ci sono altre macchine in giro.

Sei da solo, e c’è un piccola curva. Sei perso nei tuoi pensieri, ma non devi neanche stare attento alla strada perché sono le stesse strade che guidi tutti i giorni.

Questa canzone fa da finale al disco Jordan: The Comeback del gruppo inglese Prefab Sprout, un album molto bello che suona come un’avventura tra mille vite umane.

I temi portanti di questo disco sono tanti. In questa canzone ne troviamo due, ovvero i generi musicali nella loro diversità ed il cattolicesimo. Dice “Se non trovi un paradiso che ti possa ospitare stanotte, non hanno mai cantato il Doo Wop ad Harlem“. È una canzone tragica, ma piena di fede e speranza.

Non sono una persona religiosa, ma mi colpiscono molto l’umanità e i sentimenti trasmessi da questa canzone. La bellezza degli organi e delle voci è amplificata quando passi sotto cieli grigi ed alberi bagnati.

Quest’ulitmo brano è molto piu vivace degli altri, ed il legame con la pioggia è molto più evidente, in quanto contenuto nel titolo stesso. Ci sono molte cose di questa canzone che mi sembrano davvero perfette.

La melodia degli archi nel pre-ritornello, seguita dalla transizione con il synth arpeggiato, e poi il ritornello con quel pizzicato sullo sfondo, mi danno sempre molte gioie.

Questa canzone secondo me è fatta per quando guidi in autostrada mentre piove. Parla di una camminata sotto la pioggia, ma per me è meglio farsela in macchina, così almeno rimani asciutto.

L’illustrazione in copertina, come sempre, è di Pierframes.

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