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Versace On The Floor.

Baseball Gregg’s Fresh New Tracks™ è la nuova rubrica mensile in cui i Baseball Gregg ci parlano delle nuove uscite musicali e di come le hanno scoperte.

In questa prima uscita Sam, da Stockton in California, ci racconta di quando ha ascoltato per la prima volta il leak dell’album 24K Magic di Bruno Mars. L’illustrazione di copertina è firmata da Pierframes.

Sono le 2:14 di notte, è il 16 novembre. 

Sono tornato da una partita a poker con gli amici ed ho appena fumato una canna (abito in California, l’’erba è legale, tranquilli).

Prima di uscire di casa questa sera avevo messo in download il nuovo disco di Bruno Mars. Non ho sonno, colpa del caffè che ho bevuto poco fa. Decido di ascoltare l’album mentre sbrigo un po’ di lavoro.

Durante le prime canzoni non sto molto attento: avevo già sentito la prima traccia in giro un paio di volte, la seconda e la terza mi sembrano abbastanza trascurabili; la quarta, invece, mi piace.

Poi parte il quinto pezzo, intitolato Versace on the Floor, e subito mi piglio bene.

Al primo ascolto ciò che mi colpisce non è tanto la bellezza della canzone, quanto il tono assurdo dei suoni. Suona esattamente come una ballad del primo disco di Britney Spears. Vedete, amici, io amo Britney, però in tutta onestà non mi sembra uno stile di canzone azzeccato per il 2016.

Inoltre mi sembra una mossa molto pericolosa piazzare una ballad già alla traccia 5 su un disco così pop: mi fa venire in mente l’album “E-Mo-Tion” di Carly Rae Jepsen: All That, ballad lentissima, è la quinta nella tracklist, e tutte le volte che l’ascolto penso a quanto  vorrei che il pezzo fosse stato messo più tardi nel disco.

Tornando a Bruno, inizialmente ero un po’ preoccupato per la canzone: l’inizio del disco non mi aveva molto emozionato, e non avevo grosse aspettative neanche per Versace. Ma ho continuato ad ascoltare: la canzone è continuata per un minuto nel classico stile da ballad, poi nel ritornello è arrivato il resto del arrangiamento, e mi sono accorto che la canzone era speciale.

Le dinamiche di basso e chitarra erano perfettamente bilanciate tra momenti vivaci e stanchi. L’intro sdolcinato si è trasformato in qualcosa di bello, come “The Promise” dei When in Rome o “Africa” dei Toto: Versace on the floor ha le potenzialità di diventare un pilastro della cultura Karaoke.

Verso la fine del pezzo parte un assolo di un synth super city pop, seguito da un bridge con un botta e risposta emblematico del genere: “Can you feel it? (It’s Warming Up).” Il solito songwriting professionale, per non dire freddo, che ci si può aspettare dalle canzoni top 40.

Come non mi era piaciuto l’’inizio, non mi è piaciuto il finale, in cui fa capolino un synth arpeggiato alla “Stranger Things”. Mi è sembrato un finale anticlimax, ma chi se ne importa: il finale nelle canzoni pop non è mai stato così importante.

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