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The State of Fare Cose. 09/16

Il ritorno di Nanni Moretti in copertina può voler dire una cosa sola: un altro post autoreferenziale, in prima persona, sulle mancanze nei contenuti del sito nell’ultimo periodo.

Che però finisce bene.

Partiamo da una vicenda rappresentativa dello stato attuale delle cose.

• Il Patatrac delle Richieste via Mail.

Iniziò tutto quando decisi di cercare un modo di dividere la mia presenza personale sul web da quella di Fare Cose, mentre provavo a rimettere in moto il blog. Ero anche gasato perché avevo trovato tempo per mettere insieme un paio di post quasi interessanti in tempi accettabili.

In una serie di stati sul mio profilo personale cercai di far intendere che sarei stato più attento alle richieste che arrivavano all’indirizzo mail del sito (link nel menu in alto). Cercai di far intendere anche la mia avversione verso le richieste fatte per messaggio privato, quello strano meccanismo che nelle mie esperienze passate aveva generato tante, ma tante incomprensioni.

Mi accorsi molto presto di aver fatto un casino per due motivi.

Per prima cosa, mi accorsi che il tempo di accogliere le richieste non ce l’avevo. Dopo essermi gasato per quei due post, mi trovai a fare i conti con le cose da fare. Non le cose da fare che poi ci esce un bell’articolo, purtroppo. In un periodo in cui mi stupisco se trovo tempo per mangiare e mi sono convinto che dormire sia sopravvalutato, non dico di non avere tempo in senso assoluto o di essere più impegnato degli altri, ma solo di non riuscire a gestirmelo abbastanza bene per pubblicare bei contenuti.

Voglio tornare a parlare di maniglie.

Inoltre la decisione si rivelò controversa e contro le attuali pratiche della comunità del web. È normale e necessario per chi pubblica contenuti sul web essere attivo nel dialogo quotidiano tra i propri simili. Per qualche motivo questa cosa è particolarmente vera per testate ed etichette musicali indipendenti, giro in cui sinceramente non so come mi ci sia trovato con un sito che ho aperto per parlare di botteghe che vendono maniglie.

Vi lascio comunque la libertà di ridere del fatto che non sia riuscito a reggere il carico di interazione che possa aver portato un sito così piccolo e sfigato.

• Music makes the people come together.

La sovrabbondanza di contenuti a carattere promozionale e musicale era proprio uno dei motivi che avevo citato nel primo post di Nanni Moretti come responsabile dell’abbassamento della qualità dei contenuti del sito e del mio entusiasmo per il progetto.

È ovvio che non riesca a soddisfare tutte le richieste avendo tempo a malapena di fare un post al mese. Ma se accogliendo la richiesta di un post mi arrivano proteste da tutti gli altri, e non facendo nulla mi arrivano proteste da tutti gli altri+1, qual è la cosa giusta da fare?

La risposta sta nel fatto che il destinatario della comunicazione è il lettore. E il lettore merita contenuti vari, interessanti e non gliene frega niente delle discussioni tra addetti ai lavori.

Un sito che si presenta come blog personale avrà la libertà di pubblicare contenuti selezionati secondo criteri personali. Prenderlo come ripiego dei vari Rockit, Rapburger o Vice per spammare i propri contenuti mi sembra egoista verso un pubblico che vuole sapere che fine ha fatto il tizio della bottega della maniglia.

• Gli interessi a caso.

Voglio tornare a parlare di maniglie.

bottega della maniglia-5

Io in un futuro prossimo.

La soddisfazione che mi davano quei post, dove condividevo con l’internet qualche interesse a caso e li pubblicavo pensando “Ma chi cazzo la legge una cosa del genere?” la ricordo ancora con piacere. Poi in effetti, guardando i numeri, non li leggeva relativamente un cazzo di nessuno, ma capitava che un paio di persone quando mi incontravano mi facevano “oh ma con il post delle maniglie ho scoperto un mondo” e allora capivo che valeva la pena scriverne.

Parlare delle proprie passioni a caso. È la stessa sensazione di quando sei tra amici e ad un certo punto scopri che un tuo amico è profondamente interessato a timer da cucina da collezione/sveglie con display a tubi Nixie/guerre e politiche degli antichi Sanniti, e quei dieci minuti diventano la parte più bella della serata.

E un interesse a caso può essere pure una canzone o un altro contenuto multimediale, ma non sempre. E deve nascere spontaneamente, non da un comunicato stampa o da una serie di messaggi.

In una bozza passata di questo post concludevo con “Amici non riesco a starci dietro. Fare Cose. è di nuovo in pausa.”, ma ci ho ripensato.

Non so quando e non so come usciranno i prossimi articoli, ma in qualche modo il sito deve andare avanti. Almeno fino al Compleanno di Fare Cose. 3.

il-compleanno-di-fare-cose-3

Rendering tecnologico de Il Compleanno di Fare Cose. 3.

Quindi. Mi dispiace per il vostro disco o per il vostro video, ma qui bisogna invertire la rotta.

Si torna a parlare di maniglie. Di cose a caso.

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