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Che poi Nanni Moretti mi sta sul cazzo.

Originariamente pubblicato il 30 Giugno 2016 come nota sulla pagina Facebook.

Quelle due persone che se lo saranno chiesto si saranno accorte che l’ultimo post sul sito risale al 1° Aprile. Tra l’altro era un pesce d’aprile dall’umorismo discutibile.

La risposta a questa domanda potrebbe essere lunga una riga, come potrebbe essere un pretesto per raccontare i viaggi mentali di uno che si ritrova col blocco dello scrittore senza mai essere stato scrittore.

In una riga: c’ho avuto degli impicci.

Per fare un discorso più articolato potrebbero invece volerci due paragrafi forse non troppo brevi, ma con titoli accattivanti.

Fare Cose.

Ho aperto Fare Cose. ormai quasi due anni fa. Al tempo lavoricchiavo come fotografo ed ero affascinato dai settori della comunicazione e della divulgazione scientifica. Mi capitava, facendo foto, di finire in mezzo ad eventi interessanti, e con il sito avevo trovato un modo di raccontare queste storie in un modo bello ed accessibile.

All’inizio era partito con un certo slancio e mi aveva portato molte soddisfazioni. Nei primi mesi era riuscito a coprire una varietà di argomenti, come le bellezze di Vasto (la mia città natale), scienza e tecnologia (le collaborazioni con TedxBologna, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Studio Evil ecc.), arte (era la mostra di Gemello e c’era andato un mio amico ma vabbè). Dopo aver festeggiato un anno di attività c’erano solo cose positive da dire.

Il secondo anno, invece, è stato più difficile.

In una riga: c’ho avuto degli impicci.

Non vi sto a raccontare la maxistoria di come la mia vita sia cambiata, capovolta sotto sopra sia finita. Vi dirò semplicemente che mi sono trovato sempre con meno tempo da dedicare al sito, nonostante ci tenessi molto ed avessi ancora tanta voglia di fare.

Questo ha portato ad una serie di compromessi che ha danneggiato i contenuti del sito, nonché la sua immagine, in modo profondo. Arrivato ad un certo punto mi è sembrato evidente che ci fosse bisogno di una pausa.

Dopo aver provato tre o quattro volte ad uscire dal silenzio con un articolo sul blocco, ed essermi ogni volta bloccato, eccomi qui. Ho voglia di spiegarvi in cosa il sito cominciava a non piacermi, le ripercussioni sulla mia vita personale, e soprattutto quanto mi stia sul cazzo Nanni Moretti.

Vedere Gente?

Nell’ultimo periodo di attività, gli articoli sul sito si sono concentrati su argomenti “leggeri” come la musica o la moda. Il motivo non era che facessero più visualizzazioni (mai fatte nella vita, quelle), né che mi piacessero particolarmente. Erano solo più facili da scrivere.

Uscire un articolo come quelli degli inizi non era per niente facile. Per scrivere un classico articolo Fare Cose. bisogna anzitutto fare la cosa, contemporaneamente farne le foto o i video, e poi scriverci su e mettere insieme il tutto. Aggiungendoci l’organizzazione preliminare e la promozione una volta pubblicato tutto si parla di ore e ore dietro ad un cazzo di articolo.

In termini assoluti non si trattava di tanto lavoro e neanche di tanta fatica. Ma per quanto ci abbia provato non sono riuscito ad inserire questa routine nella vita di cui ho sopra accennato la maxistoria.

In una riga: c’ho avuto degli impicci.

Vuoi mettere spendere un quarto d’ora scarso per scrivere due cazzate su una canzone o qualche altra stronzata, rispetto a tutto quel casino per fare un articolo serio? Che poi alla fine ti ritwittano e condividono uguale.

Il problema è che la cosa non mi è mai piaciuta fino in fondo. Perdonatemi l’onestà, ma secondo me quando hai sito e pagina e profili ecc. pieni di ste fregnacce non puoi aspettarti soddisfazioni tanto profonde.

Mi trovavo ad incontrare la gente per strada che mi chiedeva di questa bellissima vita. “Tu che stai sempre dietro a eventi e musica e ste cose qua. Tu che fai cose, vedi gente” e magari era la mia prima uscita nel mondo esterno dopo un mese intero passato tra casa, studio e lavoro. Quei quindici minuti in cui decidevo di parlare di fregnacce facevano la differenza.

Quella cazzo di scena di Ecce Bombo.

Mi sta sul cazzo quella scena e quel tipo di umorismo. Mi sta sul cazzo chi non ne capisce l’ironia e cita quella frase fuori contesto. Nanni Moretti mi sta sul cazzo perché c’è gente che pensa che Fare Cose. sia ispirato da quella scena.

Ho aperto Fare Cose. sperando che potesse essere qualcosa di più.

Perché alla fine Fare Cose. soprattutto negli ultimi tempi poteva dare quell’impressione. Da un lato ho sempre difeso il parlare di argomenti “superficiali” come musica e arte, soprattutto in un internet sovraccarico di opinioni politiche non richieste e disinformazione scientifica. Dall’altro, invece, ho aperto Fare Cose. sperando che potesse essere qualcosa di più. Il nome era nato dal format originale del sito: un blog di interesse generale (da qui “Cose.”) basato sull’esperienza personale in prima persona, con contenuti multimediali esclusivamente originali (da qui “Fare”). Non si trattava di copiare press release e cercare immagini su Google, ma di mettersi a Fare le Cose. In tutto ciò avevo la speranza di parlare di argomenti seri e meno seri in modo innovativo, di fare divulgazione in modo diverso, di cambiare qualcosa sull’Internet.

Mi sento un po’ in colpa, verso gli ideali che avevo all’inizio e verso quelle due persone che si saranno chieste che fine avesse fatto Fare Cose.. Chissà se troverò il tempo/il modo/le palle di pubblicare contenuti validi abbastanza da recuperare questi mesi di inattività e quelli prima di mediocrità.

Forse finire quest’articolo senza bloccarmi potrebbe essere il primo passo. Ma che caspita ne so. L’unica cosa di cui sono sicuro è che Nanni Moretti mi sta sul cazzo.

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2 thoughts on “Che poi Nanni Moretti mi sta sul cazzo.

  1. Pingback: Due Anni di Fare Cose. | Fare Cose.

  2. Pingback: The State of Fare Cose. 09/16 | Fare Cose.

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