Sarebbe quasi arrivata l’ora di sdoganare Gemitaiz.

L’anno scorso siamo riusciti ad accettare come si possa apprezzare la musica di Justin Bieber anche superati i 21 anni, grazie all’ultimo album Purpose e alle produzioni di Skrillex e Bloodpop (lo stesso Blood Diamonds dei remix di Grimes) in pezzi come Sorry o What Do You Mean?.

Ascoltando Scusa c’è il pericolo di provare la stessa piacevole sensazione di sorpresa che Bieber e i suoi produttori sono riusciti a regalarci con le canzoni sopra citate. Forse Scusa non cambierà il Mondo come Sorry, ma magari cambierà la vostra opinione su Gemitaiz.

Per chi non lo conosca, Gemitaiz è un rapper di Roma, classe ’88. È in giro da un bel po’, ed è famoso per il suo stile originale e le tematiche delle sue canzoni. Nelle sue canzoni potete sentire l’incazzatura di Eminem, la velocità di Tech N9ne e l’eclettismo rock-melodico di Yelawolf, ma soprattutto sentirete il rapper parlare spesso di erba.

Gemitaiz si fa le canne e non lo nasconde. Una regola diffusa nel pop suggerisce di inserire il primo ritornello in una canzone prima che passino venti secondi dall’inizio. La regola nelle canzoni di Gem, invece, è che di solito non passano più di 20 secondi prima che si parli di marijuana. È probabilmente il tema portante della narrativa del Maestro (così ci riferiremo a lui da ora in poi), oltre allo stare in giro con i propri bro e fare brutto al resto della scena hip hop.

Al primo ascolto le opere del Maestro possono alienare alcuni tipi di persone che non si vedono rappresentati in queste tematiche, ma ultimamente le cose stanno cambiando. Riteniamo che gli ultimi pezzi di Gemitaiz possano gasare chiunque, anche chi non è mai stato a Roma o se ne frega del rap, anche addirittura chi non ha mai fumato.

Il Maestro ha imparato a produrre canzoni tanto orecchiabili quanto apprezzabili dai più esigenti fan dell’hip hop, e Scusa ne è un ottimo esempio. Con un gioco di doppi e mezzi tempi, campioni laid-back e batteria incalzante, la base prodotta dal Tre è già una hit. Il Maestro completa il tutto con un mix di ritornelli scanzonati e strofe arrabbiate. Il risultato è una delle canzoni rap più orecchiabili e divertenti degli ultimi mesi.

Il Maestro ha trovato un proprio stile musicale unico e che potrebbe funzionare benissimo col grande pubblico. Mentre gli altri rapper provano a fare la trap che lui e il suo socio Madman facevano anni fa in canzoni come Pistorius (e lo facevano benissimo, e porco due quant’erano bravi i 2nd Roof), Gemitaiz decide di andarsene per i fatti suoi. E lo ringraziamo, perché i suoi ultimi singoli sono una boccata di aria fresca.

Scusa, l’altra feel-good-hit Bene e l’appena pubblicato Forte sono i singoli che anticipano l’uscita dell’album Nonostante Tutto, che sarà fuori il 22 (già preordinabile su iTunes). Rolling Stone Italia l’ha già sentito e ha deciso che Gemitaiz è l’Eminem italiano. Per noi parlando di Yelawolf italiano si va sul sicuro, e comunque crediamo che il Maestro abbia le carte in regola per conquistare tutti col suo nuovo disco.

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