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Il Caso #Boachella. La storia, la polemica, lasagna.

I ragazzi del Collettivo HMCF sono completamente pazzi.

Vi giuro, stanno fuori come i balconi. Adesso hanno deciso che vogliono fare il Coachella a Bologna, chiamare Gianni Morandi, riunire i Lùnapop e fare l’unica data in Italia dei bonghi di Piazza Verdi feat. la Controlla.

Ma andiamo per gradi.

L’HMCF è un collettivo che opera a Bologna principalmente in campo musicale, è dietro a progetti come la serie di concerti Suona Semplice e le varie declinazioni musicali di Vittorio Marchetti, come Sin/Cos o Osc2X che l’anno scorso è salito alla ribalta con la partecipazione ad X-Factor. Sono bravi ragazzi pieni di passione e voglia di fare, e con questo intendo che sono completamente folli e hanno probabilmente dei piani per conquistare il mondo.

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Il Coachella è un festival che si tiene annualmente nelle valli della California, ed è uno di quei festivaloni estivi che quando leggi il cartellone ti sembra di vedere tutto Spotify in un solo foglio A3. A metà tra un Burning Man e un Reading, chi va al Coachella vive un’esperienza unica al mondo fatta di palme, fiumi di ragazze (poco) vestite a tema hippie/nativoamericano, e praticamente tutti i più famosi musicisti rock, indie, EDM e hip hop al Mondo che suonano contemporaneamente.

Il cartellone dell’edizione 2016, pubblicato una decina di giorni fa, era qualcosa di così assurdo da sembrare uno scherzo. Assurdo in senso buono, con reunion dei Guns ‘n’ Roses, Sufjan Stevens e Jack Ü scritti nella stessa riga, ed in generale un botto di nomi pazzeschi (da Skepta a SOPHIE, dai Silversun Pickups ai Run The Jewels).

Con l’uscita di questa notizia l’Internet non ha perso tempo e ha subito tramutato questo cartellone in un meme.

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Uno di questi è stato l’idea di Luca Bortolotti, che ha partorito un cartellone al 100% bolognese per un ipotetico Coachella a Bologna. Oltre ai grandi nomi come Morandi o Neffa, l’elenco era ricco di easter egg tra artisti underground (Forty Winks, Altre di B, Godblesscomputers) e gag colossali (Beppe Maniglia, Trucebaldazzi plays “Vendetta Vera”, Inoki) bolognesi dal primo all’ultimo, che hanno fatto diventare l’immagine virale su Bologna nel giro di poco tempo.

Il Collettivo HMCF, però, non si è limitato a mettere mi piace e condividere.

Dopo aver visto l’immagine hanno contattato l’autore e si sono messi al lavoro per renderla una realtà. In quattro e quattr’otto hanno messo su l’evento “#BOACHELLA 2016 Tette, Torri&Tortellini – Festival 2016“. In copertina c’era l’immagine di Luca, ma i post sull’evento mettevano da subito in chiaro che non stavano scherzando. In men che non si dica la voce si è sparsa e sono arrivate migliaia di partecipanti ed interessati (dopo 3 giorni, al momento della scrittura di quest’articolo, sono arrivati a 10mila interessati e 3,4mila partecipanti).

In questi giorni i ragazzi del Collettivo hanno contattato questo mondo e quell’altro, avviato trattative col Comune di Bologna e soprattutto con i Lùnapop. In meno di un giorno sono riusciti a comunicare con ragionevole sicurezza che l’evento si sarebbe fatto davvero, ed ora si stanno impegnando per fare le cose davvero in grande. Ci sono delle ottime premesse e oltre che da parte degli organizzatori sembra esserci tanto entusiasmo da parte del pubblico e anche delle istituzioni.

Ma non tutti sono presi così bene.

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Effettivamente la storia di #Boachella ricalca un po’ quella di #Coachellamaresidevefare. Per chi non avesse seguito la vicenda, ci sono diverse risorse online che raccontano questa storia. Comunque tl;dr viene creato per scherzo l’evento Coachellamare basato sulla città di Cellamare in provincia di Bari, la gente decide che si deve fare davvero ed ora probabilmente si farà davvero.

In un certo senso è legittimo per chi ha vissuto la vicenda Coachellamare (e c’è gente che l’ha vissuta con passione) sentirsi chiamati in causa, è come quando qualcuno ri-posta un tuo link o una tua immagine senza darti i credits, senza nemmeno metterti mi piace prima di condividere.

D’altronde, è legittimo per un evento nato da un meme come parodia di un altro evento dichiararsi “originale“? Nell’Internet del giorno d’oggi, dove tutto è un remix e tutto è condiviso è spesso difficile tracciare i confini di cosa sia originale. È interessante come con questa vicenda i concetti di meme e viral abbiano raggiunto nuovi livelli: siamo arrivati ad un punto in cui un meme può essere un evento vero e proprio. È come se i flash mob (vi ricordate i flash mob?) e gli eventi-gag si fossero fusi in un’unica grande idea: l’evento social fatto per davvero.

Mi fermerei un attimo ad apprezzare come siamo passati dal riunirci tutti in un posto a ballare come scemi per un Harlem Shake o We Are Happy in… di turno al realizzare veri e propri festival dove la gente può andare e stare insieme seriamente, dove si possono divertire anche le persone che su internet non ci stanno.

Coachellamare ha avuto una bellissima idea, e soprattutto tanto cuore per portare avanti la propria causa. Ciò che sta al centro dell’idea #Boachella, comunque, è un concept diverso.

Il bello dell’immagine di Luca è che c’è tanta Bologna dentro, tante inside jokes che provoca dei sentimenti particolari agli abitanti della città. Chi ci vive, chi c’è nato, chi ci lavora o chi ci studia ci troverà sicuramente qualche nome legato ad un ricordo importante. Chi ci è stato solo di passaggio magari si ricorderà di Beppe Maniglia, e chi ci vive da molto tempo proverà nostalgia e forse un po’ di malinconia nel leggere nomi come Skiantos, al di là dell’umorismo.

Proprio la profonda bolognesità di #Boachella lo rende un evento unico ed irripetibile. La verità è che nella realtà più che un festival alla Coachella sarà una scusa per riunire la scena bolognese, un evento che partendo da uno scherzo magari ridarà un po’ di spirito di collettività ad una città che ultimamente ne sta passando di tutti i colori.

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I rapporti con Coachellamare, comunque, sembrano ottimi. Nelle prossime settimane staremo a vedere come si evolverà la situazione, tra lineup, date e location. In ogni caso, non resta che seguire l’evento su Facebook ed augurare in bocca al lupo agli organizzatori.

 

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