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Indian Wells live all’Arterìa. – Fare Cose. X Suona Semplice.

Suona Semplice è una serata diversa dalle altre.

Creata dal Collettivo HMCF (collettivo/label di Bologna dietro a band come OSC2X e OAK), si tratta di una serie di concerti che porta il top degli artisti emergenti in Arterìa. Abbiamo avuto il piacere di collaborare con loro per riportarvi foto e racconto dell’episodio del 16 Ottobre con Indian Wells.

Pietro Iannuzzi aka Indian Wells è un genio che ha deciso di unire musica elettronica e tennis in un unico progetto. La sua pagina Facebook arriva a definire Indian Wells come gruppo con componenti “Bjorn Borg, John McEnroe, Andrè Agassi, Mary Pierce, Flavia Pennetta, Martina Navratilova, Pietro Iannuzzi, Steffi Graf, Novak Djokovic.” che fa “Tennistronic“. Il suo palmares include due album (Night Drops e Pause) e gioca per la Bad Panda Records (la stessa di Populous e dei Dumbo Gets Mad).

Il live all’Arterìa lo scorso Venerdì è cominciato con una battuta a sorpresa. Dopo due set pezzi la sala dell’Arterìa cominciava a riempirsi, ed il pubblico sembrava degno di Wimbledon. Sarà che la musica di Indian dove la metti la metti finisce per dare un tono alla situazione, ma i vibes che c’erano quella sera lasciavano sicuramente il mignolino alzato.

L’Arterìa è un posto così underground che sta davvero sotto terra, con volte di mattoni spessi come le braccia di Serena Williams che impediscono ogni telecomunicazione col mondo esterno. Quindi una volta scese le scalette Venerdì si entrava in un mondo fatto di tennis, sintetizzatori e poco altro. I visual proiettati erano particolarmente degni di nota, con grafiche di ottimo gusto che in qualche modo sono riuscite ad includere dei punteggi di tennis senza farli sembrare fuori luogo, anzi. Parlando invece dell’esibizione in senso musicale, Indian Le casse dritte catturavano subito l’attenzione per poi sorprendere con rovesci di charlie e synth.

L’esibizione al Siren Festival davanti al belvedere di Vasto era stata suggestiva, ma nell’ambiente sotterraneo dell’Arterìa lo spettacolo di Indian Wells sembrava giocare in casa. Questo genere di musica rende sicuramente meglio nell’ambiente giusto, con gli spazi giusti e le persone giuste: Venerdì sembrava tutto avere più senso.

Così com’era iniziata, la partita finisce a sorpesa con uno smash imprevedibile. Attacca subito il DJ Set della serata (a cura di Razor – Get Sharp) e il pubblico comincia a cambiare. Il concerto finisce col rimpianto di non essere venuti vestiti da Richie Tenenbaum o l’André Agassi degli anni 90, ma anche  con tanta presa bene ed un mignolo che non si riesce ad abbassare.

Suona Semplice sta facendo il Grande Slam. La serata di debutto con Lamusa e questa con Indian Wells sono state tra le migliori negli ultimi mesi a Bologna, dove la scena live sembra aver avuto stagioni migliori. Suona Semplice gasa perché si concentra al 100% sulla musica. Niente PR, niente foto e niente serate a tema, solo buona musica da godersi in tranquillità ed ascoltare per bene. Occhio, che Suona Semplice e i lavori del Collettivo HMCF potrebbero essere il futuro.

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