Il Compleanno di Fare Cose è stato na bbomba.

Con una location esclusiva come Vasto Marina Beach e un roster di DJ così non poteva andare diversamente (sì, quello nel video è The Lumberjack che fa un back2back a sorpresa con Goldentrash), ma quello che l’ha resa una serata speciale è stata la gente. Non avevamo mai organizzato un evento del genere e soprattutto non ci eravamo mai manifestati come Fare Cose nella vita reale, perciò fino all’ultimo non avevamo idea di come l’evento potesse essere recepito.

Eppure il pubblico, alla fine, è stato la soddisfazione più grande. Quando, alla fine, si sono accese le luci ed abbiamo messo via le pistole ad acqua abbiamo visto la disperazione negli occhi della gente. Nella lecita molestia delle 3 di notte, gli ospiti si rivolgevano belligeranti verso la consolle e la sicurezza, increduli che fosse finito tutto così velocemente e che nelle sere successive non avrebbero più trovato il Lido Farecose a Vasto Marina Beach.

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Dopo aver caricato e riportato a casa tutti gli allestimenti ed aver dormito almeno una ventina di ore, anche io, personalmente, ho avuto delle difficoltà a crederci. Come avevo temuto, sono entrato in una depressione post-party che è durata almeno una settimana.

Che la festa dovesse finire l’avevo messo in conto. Dovendo chiudere tutto alle 3:00 per rispettare l’ordinanza comunale immaginavo che la festa sarebbe stata una velocissima montagna russa di palme, drink, bassi pesanti, problem solving ed emozioni. Tutto il lavoro di preparazione è stato fatto tenendo conto di ciò e della velocità alla quale gli eventi sarebbero successi, al fine di riuscire a fare tutto in tempo e senza intoppi.

Il problema è stato svegliarsi la mattina dopo e rendersi conto che non ci sarebbero stati altri eventi così a Vasto Marina Beach per il resto dell’estate.

Il Compleanno di Fare Cose non era una serata come le altre. La sua missione segreta era portare un’idea diversa di festa a Vasto, che riconoscesse il potenziale del luogo e rispondesse alle esigenze di un pubblico che cerca qualcosa di più, musicalmente e concettualmente. Più che una trovata pubblicitaria, la festa è stata un esercizio di tastemaking.

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Il fatto che abbia coinvolto davvero quel pubblico, che avesse riunito a Vasto Marina queli che a Vasto ci stavano per rinunciare, è stato un’enorme soddisfazione. Rendermi conto che questa cosa non sarebbe successa più per il resto dell’estate è stato il vero motivo della depressione post-party.

Che poi non dico che eventi belli non ce ne siano. Al contrario, quest’anno in zona c’è un’ottima scelta, specialmente nell’elettronica e nell’hip hop. Ma si parla di San Salvo, Pescara, o altri paesi. A Vasto, dopo gli intensi giorni del Siren Festival, tutto torna alla normalità. Le solite serate con la solita musica, le solite cose da fare.

Il Compleanno di Fare Cose non ci ha prodotto guadagni. La gestione del bar era quella del Sabbia D’oro, che ha partecipato ad alcune spese per la serata. Per il resto Fare Cose non ne ha ricavato nulla, anzi, ha investito molto per coprire i costi dovuti al lato musicale dell’evento. La festa fungeva come evento promozionale, ma se avessimo voluto avremmo potuto trovare decine di altre iniziative molto più efficaci. Se l’abbiamo fatto è solo perché sentivamo il bisogno di ridare qualcosa al pubblico e a Vasto, dove tutto è cominciato un anno fa. Sentivamo il bisogno di fare qualcosa di diverso nelle estati vastesi, perché abbiamo sempre pensato che Vasto meritasse molto di più.

E se la festa è riuscita e non è rimasta solo un’idea è grazie a tutte le persone che hanno partecipato all’organizzazione e hanno dato una mano alla realizzazione. Anzitutto i DJ, che hanno dato il meglio e hanno creduto sin dall’inizio al progetto. Per non parlare degli operatori del service audio-video, che hanno fatto un lavoro incredibile, o i partner Frekete, Heart Made e Mosaikò che ci hanno dato una mano con la promozione, e di Philip Uttana che all’ultimo momento ha realizzato in collaborazione con Mosaikò la maglia Staff più figa della storia.

Il Compleanno di Fare Cose è stato un’esperienza bellissima, e da qui non si può che lavorare per fare meglio. È stato il modo migliore di iniziare un nuovo anno di Fare Cose e non vediamo l’ora di festeggiarne un altro ancora.

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Personalmente, tornando indietro, dedicherei più tempo alle persone. Fare da fotografo, videomaker e galoppino tuttofare della serata forse non è stata la scelta migliore. Tra un cambio di DJ e una palma da rigonfiare, le foto che sono riuscito a fare sono state poche e decisamente sotto i miei standard. Sono riuscito a passare del tempo con i miei amici, ma sicuramente non quello che si sarebbero meritati.

Ci vorrebbe una festa più grande, o forse più di una. Per il futuro sì vedrà, intanto mi resta solo una cosa da dire.

Grazie di tutto.


Avete amato, abbracciato e lanciato le palme gonfiabili che c’erano durante la serata. Nei prossimi giorni avrete l’occasione di possederne una tutta per voi. Seguite la pagina Facebook Fare Cose. per essere informati sul lancio dell’asta di beneficenza con protagonista la palma #1.

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2 thoughts on “Il Compleanno di Fare Cose.: Grazie di Tutto.

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