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La mia amica è finita su Non Sapevo Fosse Una ’98 senza essere del ’98 e senza saperlo.

È tutto bello e divertente finché non rubano una tua foto e ti chiamano cagna.

Non Sapevo Fosse Una ’98 è una pagina umoristica a metà tra il goliardico ed il provocatorio. L’idea è quella di proporre immagini trovate su internet di presunte ragazze minorenni in pose o outfit provocanti, giocando sul fatto che spesso sembrano più grandi di quello che sono. La pagina riprende un po’ il tema jailbait che su Reddit ha causato tanto scalpore in passato, ma tutto sommato lo fa con leggerezza ed un umorismo ben sviluppato.

Personalmente non ho mai messo like alla pagina, ma avendo diversi fan tra gli amici ammetto di essermi imbattuto nei loro contenuti e di averci riso sopra. Non ho mai avuto nulla contro l’esistenza di questa pagina ed il loro stile, a parte forse il fatto che i post in caps lock, da quando Magally ha smesso di far ridere, se li può permettere solo Lo Swagghetto.

Ieri sera, però, è successa una cosa che mi ha lasciato molto perplesso, facendomi vedere le cose da un’altra prospettiva. Attraverso un commento di un amico mi è spuntata una foto che avevo già visto: era una foto in cui una mia amica era stata taggata molto tempo fa, postata da Non Sapevo Fosse Una ’98. L’immagine era accompagnata da una caption in maiuscolo ed in prima persona, che alludeva ad intenzioni promiscue con una certa tracotanza.

La prima cosa che ho fatto è stato contattarla per chiederle se ne fosse al corrente. Non solo non lo era, ma dopo aver visto la foto era anche shockata ed incredula dell’accaduto. Ma soprattutto non era neanche nata nel 1998.

Insomma, nonostante il suo profilo riportasse pubblicamente la sua data di nascita, gli admin della pagina ci si erano fatti un giro ed avevano preso una sua foto a caso senza il suo permesso. La caption era stata completamente inventata, per creare una trama accattivante che stimolasse la fantasia dei fan più eccitati. La foto, tra l’altro, non aveva niente di particolare. Magari lei era un po’ scollata e sicuramente è un bel pezzo di figliuola, ma non c’era niente di intrinsecamente provocante nel suo atteggiamento. Era in posa e sorrideva, era un’immagine come molte altre.

Ha subito segnalato la foto e ne ha ottenuto la rimozione, oltre ad una temporanea sospensione della pagina. Prima di essere rimossa la foto contava centinaia di like e decine di commenti tra l’allupato e lo slut shaming. Poco dopo l’admin dichiarava:

Il mio consiglio in questi casi è quello di stare al gioco. Ormai nell’Internet queste cose sono comuni, nella cultura del tutto è un remix bisogna aspettarsi che prima o poi i nostri contenuti siano presi da qualcuno e rielaborati in un modo che ci sembra ingiurioso o che sembra lucrare alle nostre spalle, ma che comunque dopo un quarto d’ora cade nel dimenticatoio. Il problema è che non sono tutti pronti ad accettarlo.

Mi spiego meglio. Per quanto i più abituati alle pratiche dell’Internet capiscano che una notizia del genere non debba essere presa sul serio ed abbia carattere passeggero, la società nella vita reale non è della stessa opinione. Una volta che una notizia così viene a contatto con amici, colleghi e conoscenti questi non si faranno scrupoli a giudicare e deridere la persona interessata, oltre a propagare la diffusione della notizia. Una stupidaggine scritta su Facebook, come una notizia inventata, può facilmente avere ripercussioni nella vita di tutti i giorni e danneggiare carriera ed amicizie.

Il mio consiglio in questi casi è quello di stare al gioco.

Ma allora perché una pagina Facebook dovrebbe agire in questo modo? Tra l’altro, in un momento in cui il concetto di anonimato sull’Internet sta andando a farsi benedire, perché prendere foto da profili Facebook con molti follower, senza pensare che inevitabilmente dall’intersezione delle due reti debba uscire fuori qualcuno che renda la foto visibile all’interessata? La spiegazione più sensata è che l’admin ne sia pienamente cosciente, ma sia convinto di quest’attività come giusta punizione alle ragazze che presentano comportamenti poco decorosi sui social. Ma avevamo davvero bisogno di un giustiziere così?

Nonostante tutte le segnalazioni la pagina ha sempre continuato a produrre contenuti, con una carica che non capisco. Perché continuare a mettere gente a caso sul patibolo, dopo averne compreso le conseguenze, e credere tanto in una pagina che apparentemente non crea neanche guadagni? Magari sono attratti dalla facoltà di avere decine di migliaia di fans, o magari fanno solo decisioni da arrapati. Sono sinceramente confuso.

Nell’ultimo post, comunque, si annuncia la decisione di cambiare direzione ai contenuti. Forse dovuta ad una strage di foto eliminate, la decisione mi lascia ancora più confuso, ma incuriosito.

Quest’episodio mi ha lasciato davvero perplesso. Tutto sommato continuo a non avere nulla in contrario all’esistenza di Non Sapevo Fosse Una ’98: sono solo contrario allo slut-shaming tracotante e non richiesto.

Non voglio entrare in discorsi moralisti e neppure nello specifico della faccenda. Dico solo che, per quanto si possa criticare la pubblicazione di contenuti provocanti, essere derubati della propria immagine ed essere chiamati cagna davanti a 27mila persone è una sorte che non auguro a nessuno.


Molti dettagli della faccenda sono stati omessi per non dare indizi inerenti all’identità della ragazza. Non è stato riportato neanche il contenuto della descrizione della foto e neanche dei commenti, per cui ogni allusione a questi è da considerarsi di carattere generale.

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4 thoughts on “La mia amica è finita su Non Sapevo Fosse Una ’98 senza essere del ’98 e senza saperlo.

  1. Generazione Admin says:

    Però al di la dell’umorismo io non ce lo vedo…è. assurdo che le ragazze continuino a subire queste pressioni: da una parte vengono incoraggiate a mettersi in mostra ed essere belle, dall’altra subiscono insulti e slutshaming. È assurdo che poi prendano foto senza il consenso lapidando ragazzine che scelgono di postare foto semi scollate ma è alquanto grave dare della cagna ad una per una scollatura. Mi lascia esterrefatta tutto questo aumento della misoginia. Questa è violenza sulle donne.

    • Matteo says:

      Guarda, io senza aver visto foto della pagina in questione ma semplicemente sulla home di Facebook credo che se si tratti di violenza sia pure autoinflitta: nessuno dice a delle ragazzine, che posso definire così per certo perchè le conoscevo di vista o per fama delle foto in questione, di posare in modo non solo provocante ma anche del tutto umiliante verso la propria figura (si insomma come delle cagnette da anteprima di film porno). Secondo me sono liberissime di farlo, ma come poi sono felici di attirare l’attenzione dei ragazzi, di avere i vari mi piace devono anche accettare il lato negativo della cosa. Cose del genere sono inevitabili se le foto sono pubbliche, e va a finire che ad alcune fa pure piacere. Se no si può sempre evitare di metterle pubbliche e di dare l’amicizia a chiunque (rendendole visibili a sempre più persone). Suvvia..

      • Violenza autoinflitta? MA CHE COSA STAI DICENDO?
        Violenza autoinflitta è doversi coprire per forza per paura di subire giudizi da persone retrograde. In una società in cui una persona è libera di mostrarsi come vuole nessuno ha diritto e dovere di umiliarla e lapidarla pubblicamente per la sua scelta. Se uno ritiene che le ragazze siano vestite da “cagnette da film porno” non ha alcun titolo di ergersi a giudice inquisitore. Se le foto sono publiche questo non significa che una debba essere offesa perchè si tratta di REATO PENALE. Tra l’altro dare della troia è pure reato secondo una recente sentenza…Dunque ritieni giusto punire delle ragazze perché felici di attirare attenzioni positive da parte dei ragazzi? Ma siamo in una società paritaria ocidentale o siamo per caso in Afghaniistan?
        Solo uno scellerato può pensare che ad una ragazza piaccia essere umiliata pubblicamente. Suvvia non diciamo cazzate. Questa è solo una delle tante VIOLENZE CHE NOI DONNE DOBBIAMO SUBIRE DAL GENERE MASCHILE e ora basta!!!
        Se avete PROBLEMI A RELAZIONARVI IN MODO NORMALE CON LE DONNE SONO AFFARI VOSTRI!

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