Fare Cose, Stories, Weekend

“Are cars still cool?” e il Concorso D’Eleganza per Auto D’Epoca di Villa D’Este.

Quando un articolo ha una domanda nel titolo, il 90% delle volte la risposta sarà “no”.

Ho un amico che si chiama Lorenzo. È una brava persona, ma nel tempo libero gestisce uno dei tumbr automobilistici più seguiti al mondo. Mi piace pensare che insieme formiamo una delle più grandi coppie di macchi-nerd nell’area di Bologna.

Cominciai ad interessarmi alle automobili nell’adolescenza. Mio padre si trovava a comprare una nuova macchina ed io mi resi conto di non poterlo aiutare, non essendo appassionato di macchine come qualunque altro quattordicenne senza patente che conoscevo.

Ho deciso quindi di prendere la cosa seriamente ed imparare il più possibile sull’argomento. Sono partito da internet e programmi televisivi, che mi hanno permesso di imparare qualcosa nel tempo libero senza che la cosa mi pesasse troppo. Ovviamente, dati gli anni che correvano, sono finito a guardare Top Gear.

Per chi non ce l’avesse presente, cercherò di riassumere la storia del programma nel modo più breve possibile. Il primo Top Gear è andato in onda sulla BBC dal 1977 al 2001 ed a guardarlo oggi ricorda spaventosamente programmi nostrani della domenica come Easy Driver. Recensioni di automobili che il pubblico medio potrebbe comprare, con particolare attenzione verso aspetti pratici come praticità e consumi. Nel 2002 è stato reinventato con una nuova edizione, che poi è quella che conosciamo tutti, e si può descrivere perfettamente con un’immagine.

Tre tizi inglesi con un gusto nell’abbigliamento che unisce gli anni 70 con cose a caso, una pista d’atterraggio trasformata in circuito per automobili, esplosioni, un jet militare, una Bugatti, tutto in un’immagine contrastata e vignettata.

Nella nuova edizione vengono recensite principalmente supercar del calibro di Ferrari, Lamborghini, Porsche o Pagani. Le recensioni diventano corti d’azione e le macchine vengono giudicate in base alla loro velocità, al loro aspetto esotico ed alla loro tenuta di strada su pista. Il pubblico è composto tanto da giovani, ad esempio quelli appassionati ai motori grazie a videogiochi di quegli anni come Gran Turismo o Need For Speed, tanto da vecchi appassionati attratti dai riferimenti al passato.

Durante l’adolescenza l’ho seguito regolarmente, mi ha divertito e ho imparato molto sulle auto. Eppure riguardandolo oggi mi chiedo come una cosa del genere possa essere mai successa. Un programma basato sulla glorificazione di auto che il 99% del pubblico non può permettersi, sulla distruzione di roulotte e vecchie auto a caso, sugli stereotipi sciovinisti e sulla convinzione che l’industria automobilistica dovesse continuare a produrre motori grandi ed inefficienti come quelli degli anni 60 perché avevano un bel suono ed “erano fatti con passione“. Ogni puntata ora mi sembra un enorme spreco di gomme, benzina e risorse.

Mi sono sempre chiesto cosa li avesse convinti che nelle fabbriche Ferrari si lavori con più amore rispetto a quelle Porsche a parte gli stereotipi sulle rispettive nazioni. Allo stesso modo mi sono chiesto come la Lamborghini, che da diversi anni è indicata come azienda con i dipendenti più felici in Italia, nel loro mondo sia diventata un posto freddo ed inospitale dopo l’ingresso nel gruppo Volkswagen. A parte il fatto che siano tedeschi.

Jeremy Clarkson, forse la figura più rappresentativa del programma, è stato allontanato dalla BBC per aver aggredito fisicamente e verbalmente un produttore del programma lo scorso Marzo. Nonostante avesse accettato le sue colpe e si fosse inteso che non fosse stata la prima volta, i fans hanno richiesto all’unanimità che il conduttore fosse reintrodotto nel palinsesto. Probabilmente erano poco sorpresi ed indifferenti allo stesso tempo, ma impazienti di sentire un’altra stagione di battute razziste.

Senza entrare troppo nei dettagli, ad oggi gli ideali di Top Gear mi lasciano confuso, nonostante sia stato parte integrante della mia formazione da macchi-nerd, ed abbiano influenzato tutto il settore, specialmente il giornalismo, negli ultimi 10 anni.

Devo dire che il giornalismo automobilistico negli ultimi anni ha saputo reinventarsi spesso ed ha prodotto molti contenuti innovativi, al di là delle influenze di Top Gear. Ad esempio Mat Watson, per Carbuyer, è riuscito a crearsi uno stile personale e fresco che ha dato nuova vita alle recensioni delle utilitarie.

Ma poi, su Youtube, è arrivato Regular Car Reviews.

Regular Car Reviews prende le recensioni automobilistiche, le rigira in prima persona e le tratta come How To Basic tratta le uova. Si parla di vecchie auto prese in prestito da amici di amici o conoscenti, con un registro che oscilla dalla conversazione da bar all’Ulysses di James Joyce, con digressioni improvvise e soliloqui pregni di figure retoriche una più inaspettata dell’altra.

Mr Regular non ha mai rivelato la sua identità e non è mai apparso nei video. Di lui si sa che è laureato in Lettere e che è motivato da un senso di disillusione per l’industria dei motori come per la vita in generale. Il video qui sopra ne è forse uno degli esempi più evidenti: un giro al Salone di New York che è un pugno nello stomaco, tra viscidi figuri in giacca e cravatta rimasti “all’epoca in cui gli auricolari Bluetooth erano ancora in voga” e presentazioni di auto che sanno di finzione ed anticlimax.

Mi sono sentito esattamente così Domenica scorsa, quando col mio amico Lorenzo ho passato una giornata sul Lago di Como per assistere al Concorso D’Eleganza per Auto D’Epoca di Villa D’este.

Il concorso non si tiene in Villa D’Este, bensì in Villa Erba, una gigantesca tenuta nel comune di Cernobbio, poco sopra Como. Il luogo offre panorami mozzafiato, il paesino sul lago era di una carineria spiazzante, ed ogni negozio, albergo e ristorante sembrava fatto apposta per accogliere il pubblico del Concorso.

I visitatori erano principalmente abitanti del luogo e vacanzieri della domenica, collezionisti ed anche semplici appassionati. Tutti vestiti ispirandosi ad epoche che andavano dagli anni 40 al governo Berlusconi IV, evidentemente approfittando della situazione per permettersi abbinamenti audaci e sfoggiare i pezzi più pregiati. Erano presenti anche le auto e le moto che partecipavano al concorso nelle varie categorie, quelle che erano andate all’asta con la Sotheby’s, i nuovi concept come la Maserati / Zagato Mostro o la BMW 3.0 CSL Hommage, ed altri pezzi a caso come le BMW Art Car.

Il top delle auto da collezione selezionato ai massimi livelli era lì, sull’erba in riva al lago, per farsi ammirare da curiosi che si meravigliavano delle linee del passato e patiti che esaminavano i motori e conoscevano ogni dettaglio della storia di ogni vettura. Alcuni passeggiavano tranquilli con i calici in mano, altri scattavano quantità esagerate di foto, altri facevano un pic-nic.

E poi, in fondo, c’era la sfilata. Le auto delle varie categorie passavano su un tappeto rosso, accompagnate da modelle di alto livello, davanti ad una gradinata di spettatori seduti stretti come sardine ed una folla dall’altro lato di curiosi in piedi. Un presentatore di origini inglesi che dall’accento ricordava Mike Bongiorno narrava le gesta e le storie di ogni esemplare.

La sfilata mi ha lasciato confuso.

Mi trovavo tra la folla di curiosi, che spingevano l’uno contro l’altro per fare foto che nessuno avrebbe mai visto. Avevamo il sole in faccia ed era praticamente impossibile vedere cosa stesse succedendo, ma la folla aumentava. Il presentatore accoglieva ogni modello ed ogni guidatore, con particolare attenzione a quelli di grandi famiglie legate all’automobilismo o al collezionismo. Raccontava la mirabolante storia della ricchezza dei primi proprietari delle macchine e di quanto queste siano arrivate a valere oggi, ed ovviamente di quanto siano ricchi i proprietari attuali. Scherzava di tanto in tanto, ma le battute tornavano sempre ai discorsi di soldi, buone famiglie, ricchi e auto belle perché rare e costose.

Alcuni arrivavano sgasando sul prato e sul tappeto rosso, in mezzo a tutta quella gente raccolta su quel meraviglioso ramo del lago di Como. Altri, in esemplari costosissimi, arrivavano spinti a mano dato che i motori non partivano.

Ero confuso dalla scena in generale, come in particolare dal discorso del valore delle automobili. Facendo una veloce somma si può vedere che il valore totale delle auto all’asta Sotheby’s era di 50 milioni di Euro. Questa cifra era tale per motivi completamente arbitrari. I prezzi sono solo una conseguenza di una serie di comportamenti e movimenti all’interno della comunità del collezionismo che hanno dato valore a determinati modelli di determinati anni per motivi tanto di rarità quanto di puri capricci.

Si continuano a glorificare macchine vecchie, inefficienti ed inquinanti in base ad ideali di status symbol completamente arbitrari di società ormai passate.

La domanda “Are cars still cool?” viene da un video che mi comparve tra i correlati. In realtà non dice niente di che per rispondere alla domanda, ma con quel titolo ha riassunto un insieme infinito di dubbi che avevo sull’argomento.

Non sono come Top Gear e non mi riservo il diritto di decidere cosa sia cool e cosa non lo sia. Dico solo che gli appassionati di automobili che inneggiano ai V12 aspirati di una volta e li userebbero ogni giorno se se lo potessero permettere, quelli che ridono in faccia a chi lavora per trovare alternative più efficienti, non li capisco più.

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