Fare Cose, Fare Cose Tech, Science, Stories

Come sono finito a lavorare al TEDxBologna

Il tizio nella nostra foto profilo è il signor Lagrange, quello del teorema sulle funzioni continue e derivabili, della meccanica analitica e di tante altre innovazioni matematiche. Ma che ci fa su Fare Cose, cosa c’entra?

Anzitutto il Lagrange è a priori parte integrante dell’estetica di Fare Cose. Ma al di là di questo rappresenta anche la parte scientifica/accademica di Fare Cose. Infatti siamo attenti anche a ciò che succede nei mondi della scienza e della tecnologia, in modo sorprendentemente serio. Io, ad esempio, quando non ascolto musica improbabile e non mi trovo a raccontare eventi e situazioni nelle quali non so come sono finito, studio Fisica.

Proprio per dare spazio a questi argomenti, un po’ di tempo addietro decisi di trattare uno degli eventi più eccitanti della zona in tema di scienza e innovazione: il TEDxBologna.

Vi starete chiedendo cosa sia un TEDxBologna. Andiamo per gradi.

Un TEDx è un evento TED organizzato in modo indipendente e prende il nome del posto in cui si svolge. E TED in questo caso non è il nome di un orso.

TED è il nome di una conferenza annuale che si tiene a Monterey in California. È l’acronimo di Technology, Entertainment, Design, relativo agli argomenti trattati: si parla di innovazione in generale in una moltitudine di campi scientifici, politici e culturali. I relatori si espongono in talks di massimo 18 minuti che assomigliano molto a keynotes, con in mente un pubblico generale. Esempi di relatori passati sono Bill Gates, Bono, Al Gore, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, oltre a qualche Premio Nobel qua e là. Dopo una prima edizione nel 1984 si è stabilito come evento annuale nel 1990. I biglietti delle ultime edizioni costavano 6000$ e finivano con un anno di anticipo.

La versione bolognese per fortuna non costava tanto. Era comunque la più grande mai organizzata a Bologna finora, nella location del Teatro Duse con una capacità di circa 900 persone, e la più imponente come programma: 18 talks spalmate su tre sessioni, in un evento che andava dalle 10:00 alle 19:00 del 25 Ottobre scorso.

Quest’edizione sembrava davvero interessante, e non mi sarei perdonato se me la fossi persa (come invece era successo l’anno passato). Decisi quindi non solo di andare, ma di provare a chiedere l’accredito stampa per poterne parlare su Fare Cose. La risposta che ricevetti, però, fu una sorpresa.

Non solo la gentilissima Dora Carapellese, responsabile dell’ufficio stampa, mi aveva concesso l’accredito, ma ero stato anche contattato per partecipare come fotografo ufficiale dell’evento dopo aver espresso la volontà di produrre una photogallery in accompagnamento all’articolo. Dopo un breve colloquio con il curatore Andrea Pauri mi trovavo quindi a far parte del team TEDxBologna. Così.

Il primo evento da coprire è stato la conferenza stampa, che si svolgeva nella Sala Stampa di Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore. In una location di prima scelta che sarebbe perfetta anche per un video dei Migos, la presentazione è stata veloce e concisa, esponendo tutto l’essenziale sulla conferenza senza dilungarsi in chiacchiere, sarà durata meno di tre quarti d’ora.

Uscendo tutto contento e con una certa fretta di tornare a casa per mandare le foto, mi sono imbattuto in una gigantesca manifestazione CGIL che aveva bloccato il traffico e il passaggio degli autobus. Imprecare non sarebbe stato produttivo quanto fare qualche foto, quindi ho optato per la seconda.

L’appuntamento successivo è stato al Duse il giorno prima dell’evento, per fotografare il backstage degli ultimi lavori di preparazione. In quest’occasione ho scoperto che avrei avuto a mia disposizione tutto il teatro, comprese le due gallerie, per scattare. Non male, dato che il posto era anche particolarmente fotogenico.

Il giorno dopo è andata in scena la conferenza vera e propria.

Sono arrivato alle 10 al teatro Duse praticamente in after, dato che la sera prima avevo finito un altro lavoro fotografico alle 5, ma comincio subito a scattare a pieno ritmo. Foto alla gente in fila fuori per entrare, ritratti a quelli più interessanti o disponibili a farsi fotografare, foto al dj set di Marco di Orea Malià che precedeva l’inizio dei talks.

Da lì è stata tutta una tirata fino alle 19. La libertà di movimento voleva dire che per ogni speaker dovevo impegnarmi a prendere più angoli possibile, quindi scattare da sotto il palco, salire in prima galleria, scendere (perché ovviamente le scale di prima e seconda galleria sono separate), salire in seconda galleria e ripetere. Durante le pause c’era sempre qualche attività che richiedeva attenzione fotografica, come il pranzo coi relatori o la TEDx Adventure Marshmallow Challenge in cui gruppi di persone cercavano di lavorare insieme per costruire la struttura più alta usando solo 20 spaghetti, un metro di scotch e un marshmallow. È stato un lavoro davvero intenso, in termini fotografici paragonabile forse al più estremo dei matrimoni: 9 ore di attività, 1500 foto scattate, quasi due batterie scariche. Se sono arrivato alla fine devo ringraziare soltanto il caffè.

Nonostante non abbia potuto seguire i talks con la stessa attenzione di uno spettatore seduto comodamente in poltrona sono riuscito a seguire decentemente quasi tutti i relatori e posso dire che sicuramente sarebbe valsa la pena venire come spettatore. La selezione era davvero eterogenea, da fisici ad economisti ad artisti, per non parlare dello spettacolare numero di danza moderna unita a proiezioni di visual in 3d degli XCube 3D e dell’esibizione musicale da pelle d’oca di Angelica Lubian. Per parlare di tutti ci vorrebbero almeno altri 20 articoli, per cui mi limiterò a presentarveli in una comoda gallery in cui troverete un riassunto della presentazione di ogni relatore nella descrizione della propria foto.  [una volta finito potete premere esc o clickare la crocetta in alto a sinistra per uscire]

Ho detto che sono riuscito a seguire quasi tutti i relatori perché, effettivamente, me ne sono perso uno. Per una serie di eventi per cui, tra l’altro, mi ero trovato a dover improvvisare un servizio fotografico per un ristorante durante la pausa pranzo, non sono riuscito a tornare al Teatro in tempo per vedere Gianluca Sada.

Proprio lui, che probabilmente era il più contento ed eccitato dell’occasione. Lui che mi era venuto vicino e mi aveva chiesto “Ma quindi farai le foto anche a me? Davvero? Dove potrò vederle?”. Lui che aveva portato quella bici senza raggi che era diventata probabilmente il simbolo di quest’edizione del TEDx.

Spero che leggerai queste mie parole, che sto scrivendo per essere viste dall’intero popolo dell’Internet.

Scusa, Gianluca.

Con una cascata di palloncini dal cielo si chiudeva quindi la conferenza, tra lo stupore e la contentezza del pubblico. Dopo la foto d’obbligo davanti alle lettere giganti TEDx e un paio di strette di mano mi sono avviato verso casa per riposare preparare le prime foto da mandare al Press Kit. Dopo 9 ore di lavoro e 1500 foto scattate il sedile del 20 al ritorno mi sembrava il paradiso. Lottando contro il sonno che mi avrebbe fatto svegliare al capolinea mi sono accorto che mi stava vibrando il cellulare. Era un messaggio su Facebook Messenger.

“Stasera potresti passare a fare foto al [nome di posto dove lavoro]?”

“Sì.”

Di ciò che accadde dopo non ho più memoria.

Ma al di là di tutto sono davvero contento di aver partecipato a questo evento. Sono piacevolmente stupito da come ci siano realtà così ispirate e produttive in Italia e sono onorato di avere fatto la mia parte nel progetto. È stato divertente vedere nei giorni successivi come le mie foto spuntavano su testate come il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore o molte altre (degna di nota la bellissima implementazione che ne ha fatto Stream Magazine). Ma la parte più eccitante di tutta l’esperienza è stata rendermi conto di come anche qui in Italia ci sia tanta gente giovane e carica che si sta impegnando nell’innovazione e sta ottenendo risultati sempre più grandi. Perché alla fine la scienza la porta avanti chi ha voglia di Fare Cose.

Qui trovate la gallery completa della conferenza, in tutto il suo splendore.

Potete trovare molto altro su quest’edizione di TEDxBologna sul sito ufficiale, sulla pagina Facebook, Twitter o Instagram.

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