Cose by Night, Fare Cose, Fare Cose Black Edition, Music

Pusha T a Pinarella di Cervia.

Il 29 Agosto è successo che Pusha T ha suonato al Rock Planet di Pinarella di Cervia.

No, davvero.

È un po’ difficile da credere, in effetti. Un po’ per quanto è raro vedere questi nomi dell’Hip Hop americano in Italia, un po’ perché parliamo del Rock Planet, che già dal nome non sembra entrarci una mazza, ma che effettivamente ha un programma molto variegato.

E in apertura c’erano anche Brain dei Fuoco Negli Occhi, Metal Carter e Noyz Narcos. Tutti a Pinarella di Cervia.

La prospettiva di questa serata mi gasava un sacco, e scoprire di avere un passaggio da scroccare mi ha gasato ancora di più. Ad accompagnarmi c’erano una mia amica, proprietaria di una famosa profumeria, e il suo ragazzo.

La nostra allegra comitiva si avvia da Bologna ed arriva in tempo per assistere a metà esibizione del Sommo Metal Carter.

Siamo sopraffatti da un senso di onore ed ammirazione. Intanto la folla è già compatta, con le mani che vanno su e giù a ritmo con il beat. Non è il tipico pubblico del Rock Planet: hanno molte più canotte da basket e cappellini, ondeggiano a tempo e sanno tutte le rime. Il Sommo è in forma, ha energia e sa infottare a dovere. Ma poi sale sul palco il King.

E che ve devo di’.

Scesi dal palco er Noyz con la sua crew arriva il DJ di Pusha e le cose si fanno istantaneamente più n***e. Quando uno ti mette No Flex Zone capisci che fa sul serio. La tensione e la fotta tra gli spettatori sale di pezzo in pezzo (no pun intended).

Ecco che esce King Push con addosso la stessa maglia del Milan che aveva alla festa di Vice l’anno scorso. Lo seguono i suoi amici e doppivocisti infottatissimi e felici di essere in Romagna.

Rumors dicono che Pusha stia finendo i lavori su un nuovo album, e che si stia allontanando dalla G.O.O.D. Music, l’etichetta del Dio Kanye. Potrebbe anche essere tutto vero, ma Pusha e gli altri decidono di fare finta di niente. Tant’è che in ogni intermezzo non fanno altro che ripetere a random le frasi “G.O.O.D. MUSIC”, “MY NAME IS MY NAME”, e “KING PUSH”. Alla fine ci può pure stare: nell’Hip Hop ogni occasione è buona per spingere il CD, sempre e comunque.

La patina di sudore in faccia già dalla prima canzone e gli occhi spalancati di Pusha rendono bene in foto, e danno istantaneamente credibilità ai suoi pezzi. Parte con un bel mix di canzoni da MNIMN. È interessante notare come il pubblico sia super coinvolto, canti tutti i ritornelli, risponda alle domande del rapper e faccia cori come se fosse a Brooklyn piuttosto che a Pinarella di Cervia.

pusha t pinarella di cervia rock planet-17

Esplode tutto quando il Pusha, chiedendo al pubblico “Do you know a certain album called My Beautiful Dark Twisted Fantasy?” si butta in una carrellata di tutte le canzoni dell’album in cui ha avuto strofe (G.O.O.D. Fridays inclusi). Dandoci modo di scoprire una verità sorprendente:

Sentire Runaway fatta da Pusha T è probabilmente meglio che sentirla da Kanye.

Cioè. Niente vocalizzi Autotune a caso, niente rant da mezz’ora, lo stesso ritornello in playback, e la strofa di Pusha che, onestamente, non fa sentire la mancanza di quella di Kanye. Perdonami Dio Kanye per aver peccato, ma colui che siede alla Tua destra mi ha fatto vedere la Luce.

Anche Noyz era preso particolarmente bene.

Verso la fine un bel Move that dope, un King Push che ci sta sempre, qualche coro, qualche mosh pit qua e là (e i lati negativi delle canotte da basket che si facevano sentire nell’aria) e finisce tutto all’improvviso.

Ciao Push, è stato bello.

Il locale mette su un po’ di Reggae in una sala e Goa nell’altra. Siamo presi bene lo stesso, non giudichiamo. Gente a caso mi chiede foto. Come al solito, ecco una gallery dedicata tutta a loro.

E insomma la nostra serata è finita sul retro coi ragazzi di Propaganda che ci offrono gentilmente sigarette* e una teglia di bresaola. Poteva andare peggio.

pusha t pinarella di cervia rock planet-1-3

Torniamo a casa dopo aver visto probabilmente la migliore serata Hip Hop dell’anno in Emilia-Romagna. Siamo infinitamente grati verso il Rock Planet, HUB Music Factory, Propaganda e tutti quelli che hanno lavorato all’evento, e soprattutto speriamo davvero che nel futuro ce ne siano altri così. Once you go black, you never go back.

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