Collaborations, Fare Cose, The Vasto Chronicles

The Vasto Chronicles, e come Vasto vista da fuori sia una figata.

Vasto quest’estate l’ho vissuta da turista.
Sono tornato a fine Luglio, proprio in coincidenza con l’inizio del Siren Festival e sono rimasto per il mese di Agosto, trovandomi in mezzo al culmine dell’ondata turistica. Ho trovato un sacco di situazioni nuove e ho esplorato posti storici con una curiosità nuova.
Ho fatto vedere Vasto a gente di altre città e ci siamo stupiti insieme della bellezza del posto nella sua semplicità, del movimento che c’era e delle potenzialità che aveva.

The Vasto Chronicles è stata la categoria che ha racchiuso le mie avventure durante questo mese di mare, e ho deciso di concluderla (per questa stagione) con un post speciale con doppio feature.

Le parole sono di Beppe, un mio amico di Alessandria che ho avuto l’onore di ospitare per una settimana.

Le foto, invece, sono di un ragazzo che ho incontrato per caso il primo giorno della mia vacanza, mentre facevo foto ai preparativi per il Festival (è stato lui a dirmi “non sembri di Vasto“).  Stava facendo dei lavori su una palma; mi ha fermato e mi ha chiesto che obiettivo avessi sulla fotocamera. Mentre lo provava mi ha parlato un po’ di sé, della sua passione per la fotografia, e della sua pagina Facebook Momenti Istantanei. Le foto di Vasto che ho trovato sulla sua pagina mi hanno colpito per lo spirito voyeuristico e la ricerca di angoli inaspettati.

Ci vediamo l’anno prossimo, o forse a Natale, tutti a Vasto.


Andare nel Vasto significa visitare un posto in grado di stravolgere ogni convinzione personale del visitatore.

È un posto in cui si può godere di alcune tra le vedute panoramiche più suggestive d’Italia, mangiare cibi tra i migliori della tradizione e sbronzarsi come cammelli in pensione.

In cinque parole: nel Vasto si Fanno Cose.

Ciò che ho visto mi ha fatto sentire in prima fila: davanti a me, all’orizzonte, avevo il resto dello stivale fino quantomeno a Foggia, circa un centinaio di chilometri più in là. Niente male per un animo romantico che va in vacanza a riflettere su ciò che dovrà scrivere nel proprio romanzo.

Se volete andare in un piccolo paradiso panoramico e hipster, nel panorama spiaggistico del Vastese, Punta Aderci è il posto che fa per voi. Spiaggia sassosa, panorama fenomenale con diversi campi di girasoli bruciati a fare da recinto di uno dei posti più suggestivi d’Italia, e una bellissima baita usata dai pescatori in tempi ormai dimenticati per tirare su quanto più pesce possibile. Viene voglia non tanto di fare il bagno, quanto di perdersi in una di quelle rocce che costituiscono degli autentici isolotti costellati da secche, e dunque facilmente raggiungibili anche con cellulari pronti a immortalare tutto per i nostri contatti del Facebook, che, per la cronaca, non rende affatto giustizia alle foto.

Se proprio volete condividere i panorami del vastese fate un favore al mondo e apritevi un Tumblr. O un blog. O mostratele agli  amici quando sarete vecchi e rimembrerete i tempi andati.

Di sera invece, nella Marina, una bella chiesa in stile tardo romanico osserva la dissoluta vita notturna degli abitanti del vastese e dei suoi turisti.

Che si stia bevendo una birra al Freedom o un consigliatissimo mojito al quasi confinante Beach Bar, una serata che si conclude con una “pecora” ha una tappa obbligata nel Kela Bar, una simpatica chupiteria gestita da Domenico: un criminale etilico che ha a listino svariate centinaia di shots e va alla costante ricerca di un innalzamento del grado alcolico dei suoi beveroni in miniatura: potrà indifferentemente capitarvi di imbarcarvi su un sasso dopo aver bevuto un super concentrato di tre assenzi diversi, così come di bere col cucchiaio da una scodella; ma se eviterete rigurgiti e vomitini, avrete un amico in più nel Vasto. E un amico, si sa, è un tesoro.

Per ciò che riguarda il cibo, nel Vasto non c’è pericolo di mangiar male, al contrario le probabilità di tornare da lì senza ingrassare sono più o meno le stesse di uscire da un coffee shop di Amsterdam capendoci qualcosa. Il Brodetto è la vera specialità di pesce del posto: ovunque andrete a mangiarlo vi troverete dinnanzi un piatto assolutamente fuori dalla portata di uno stomaco normale con dentro qualsiasi tipo di pesce commestibile noto e conosciuto. Mi hanno segnalato quello di Ferri come il più buono di tutto il Vasto. Le specialità di carne, invece sono i mitici arrosticini, squisiti spiedini di carne ovina, e il salume tipico del vastese: la ventricina. Una via di mezzo tra un salame e una coppa nelle varianti piccante e dolce che causa una dipendenza equiparabile a quella da eroina.

La cosa che colpirà maggiormente gli avventori del Vasto, per finire, sarà la gente. Il culto dell’ospitalità che c’è nel Vasto non l’ho visto da nessun’altra parte.

Il Vasto è la terra della presa bene, sorridono e ti riempiono di cibo a prescindere, ti accolgono e ti fanno sentire veramente come a casa tua, e soprattutto non accettano dei no in risposta a offerte di derrate alimentari.
In linea di massima possiamo dunque dire che, sì, il Vasto è una terra da visitare almeno una volta nella vita. Anche più di una, come recita una quartina intrecciata che mi ha insegnato una mia amica del posto:

“Lu Uasct è bell e terra d’eure
Notte e iurne penz a taje
Ma ia prima ca me meure
Ti vuless arivedaje”



Potete trovare Beppe da qualche parte nel mondo a raccontare storie o a crearne di nuove, e le foto di Momenti Istantanei sulla pagina Facebook.

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