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Il negozio più bello di Vasto vende maniglie d’ottone e numeri civici: La Bottega della Maniglia.

Quando la gente per strada mi urla “Ma chi ti ha dato la patente?” io rispondo sempre: “L’autoscuola Semaforo Verde di Perchinunno Luigi, te la consiglio.”.

Ho bei ricordi della scuola guida. Le lezioni di Mariolina in quella stanza piena di sedie e cimeli della segnaletica stradale, le guide di Luigi che nel tempo libero correva con una Ferrari, la buon’anima di Don Mario.

Ogni volta che dovevo andare in Piazza dopo una lezione mi piaceva fare la discesa  che per via Naumachia e via Ugo Foscolo usciva davanti al Comune. Girando per quelle strade, un pomeriggio, ho scoperto quello che ancora oggi considero il negozio più bello di VastoLa Bottega della Maniglia.

Ero stupito dal fatto che qualcuno avesse avuto il coraggio di aprire un negozio per vendere solo maniglie e che, a guardarlo da fuori, fosse anche così bello. Aveva il fascino di una bottega d’altri tempi, con le maniglie d’ottone che in vetrina luccicavano nella sera come gioielli, e la sagoma del bottegaio intento nei suoi lavori che si intravedeva proiettata sul pannello che le reggeva.

Non entrai, non avendo bisogno di maniglie.

La settimana scorsa, ad anni di distanza, presi finalmente la decisione di andarci. Non avevo ancora bisogno di maniglie, ma ero molto curioso ed avevo un mezzo perfetto per condividere col mondo la mia esperienza. Chiamai un amico e ci avventurammo in quel piccolo labirinto di vicoli. Trovammo la Bottega, suonammo il campanello. Il proprietario ci rispose affacciandosi dalla finestra del piano di sopra: “Entrate pure, arrivo subito!”.

Entrammo e trovammo il negozio un po’ in disordine, con una canoa appesa al soffitto che separava l’ingresso dal laboratorio. Il proprietario si scusò e ci spiegò che stava spostando il laboratorio per riorganizzarsi gli spazi, per cui c’era un po’ di roba fuori posto. Gli spiegammo che eravamo venuti solo per dare un’occhiata e fare qualche foto e si mostrò subito disponibile, anche se un po’ perplesso: “Non so cosa ci sia da vedere, ma fate pure!”.

La stanza più grande era il laboratorio. Al centro c’era l’enorme pantografo usato per stampare numeri civici e pulsantiere per citofoni, circondato da un’infinità di cassettiere e scaffali, con dentro ogni tipo di attrezzo e vari oggetti talvolta inaspettati, come l’ukulele baritono appeso alla parete o la scatola di una macchina per pasta Imperia in un angolo.

Cominciammo a chiacchierare e Maurizio (il bottegaio) ci disse che, al di là delle maniglie, la parte più importante del suo lavoro era diventata la stampa dei numeri civici personalizzati. Con grande orgoglio ci mostrò il suo pantografo e cominciò a spiegarci come funziona.

La macchina era controllata da un programma sviluppato dalla stessa casa produttrice, che Maurizio operava da un computer dotato di quella che ci sembrò una versione di MS-DOS“Mi ci sono sempre trovato bene, il programma funziona che è una meraviglia e non ho mai sentito il bisogno di cambiare.”. Aprì il progetto recente di un numero civico e ci illustrò la potenza e la versatilità di quel sistema. Aveva a disposizione una precisione nell’incisione al centesimo di millimetro, e poteva progettare praticamente qualsiasi cosa grazie all’interfaccia grafica del programma e alla varietà di punte che poteva usare per incidere. Ogni volta che voleva cambiare una punta la macchina si fermava e lui la cambiava a mano; ogni punta doveva essere poi affilata regolarmente. Alcune macchine moderne fanno questo lavoro automaticamente, ma per Maurizio non ne vale la pena, sarebbe solo una spesa inutile.

Eravamo davvero affascinati da quella spiegazione e dalla passione con cui Maurizio ci parlava del suo lavoro, ma il dubbio rimaneva sulla storia e sulle origini delle maniglie.

Maurizio racconta di avere avuto l’idea per il negozio quando si trovava a Roma e, per caso, è passato davanti ad un negozio chiamato Handles che vendeva, appunto, maniglie. A quei tempi aveva una ferramenta in società col fratello, per cui non era nuovo al business, e non fu difficile per lui lasciare il negozio per aprire la Bottega.

Gli chiesi se la sua idea fosse stata prendere l’idea della maniglia e svilupparla come boutique, ma lui scuotendo la testa mi spiegò “L’idea di bottega per me è molto diversa da quella di boutique. La parola Bottega ha quel nonsoccosa che ti fa pensare ad un tipo di negozio specifico ed evoca certe sensazioni, la boutique è tutt’altra cosa.”

Riguardo la storia dei numeri civici, invece, Maurizio ricorda come, sempre per caso, si trovasse in una fiera settoriale ad Arezzo e si fermò ad uno stand di pantografi. Divertito dalle cose che si potevano fare con quelle macchine, decise di ordinarne una per cominciare a produrre numeri civici personalizzati, che da allora sono diventati l’aspetto principale della sua attività.

Il mio amico gli chiese se ci sia lavoro di questi tempi, e la risposta non fu delle migliori. In passato, col boom edilizio, c’era sicuramente molta richiesta; la gente si poteva permettere di ristrutturare la casa più spesso, e chi voleva fare qualcosa di diverso andava da lui ed ordinava un numero civico personalizzato, una pulsantiera, o una maniglia particolare. Maurizio di questi tempi non ha problemi: “Vivo con poco, e comunque so che ci sono quei clienti che vengono ed apprezzano come io possa dedicargli un po’ di tempo e possiamo fare insieme qualcosa di completamente personale. È un’esperienza che non troverebbero in altri negozi.”.

Prima di andare ci mostrò un pacco che gli è appena arrivato: erano delle casse nuove per l’impianto audio del laboratorio, della stessa marca dell’amplificatore che si trovava sopra una cassettiera. La musica è una delle sue passioni, e non lavora bene se non ha della buona musica che suona da un buon impianto. Le casse attuali erano sospese su un supporto di legno appeso al soffitto con del filo da pesca, tutto fatto a mano da Maurizio. “Ne ho ordinate un paio anche per mio figlio, anche lui ha la passione della musica. Suona la chitarra e se la porterà con sé ora che partirà per l’università. Vuole fare ingegneria, chissà come andrà…”.

Alla fine della chiacchierata lo misi in posa davanti alle sue maniglie per un’ultima foto e ci salutammo, sperando che in futuro le cose vadano per il verso giusto e ci capiti di trovarci di nuovo lì ad ordinare numeri civici e maniglie per le nostre case.

Potete trovare La Bottega della Maniglia in via Pola 1 a Vasto, su Facebook e sul sito ufficiale.

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